3 Dicembre 2010

Compensi mancati: 6,5 mln di rimborsi

Sentenza emessa dalla Corte d’Appello di Roma in favore di 75 specializzati che non hanno percepito la remunerazione spettante in base alle direttive dell’Unione europea

Una sentenza della Corte d’Appello di Roma segna una vittoria in favore dei medici specializzati che non hanno percepito la remunerazione loro spettante in base a quanto previsto alle direttive europee.
Lo rende noto il Codacons, che ha ha avviato sulla vicenda un ricorso collettivo in Tribunale. La Prima sezione civile della Corte d’Appello (presidente Catello Pandolfi, relatore Mariella Roberti) "ha emesso una decisione – si legge in una nota del Codacons – con cui, oltre a riconoscere in pieno le ragioni dei medici, ha stabilito dei principi fondamentali". Si legge infatti nella sentenza n. 4717/2010 che i medici specializzati iscritti alle scuole di specializzazione negli anni anteriori all’anno accademico 91/92 hanno "diritto ad ottenere risarcimento del danno per mancata applicazione delle direttive comunitarie" in quanto "non può esservi dubbio – si legge ancora – né sullo scopo della norma inattuata né sulla gravità della violazione". In conseguenza di tale principio la Corte d’appello di Roma ha riconosciuto "il diritto al risarcimento del danno in conseguenza dell’inadempimento contrattuale dello Stato quale danno da perdita di chances".
Per effetto di tale decisione la Presidenza del Consiglio dei Ministri viene condannata ad un maxi-risarcimento per un importo pari a complessivi 6,5 milioni di euro in favore di 75 medici specializzati che avevano fatto ricorso. "Si tratta di una decisione molto importante – commenta il Codacons – che spiana la strada ai risarcimenti in favore di migliaia di medici specializzati e di specializzandi non medici, tutti accomunati dall’ingiustizia di non aver ricevuto negli anni le remunerazioni loro spettanti e fissate da leggi nazionali e direttive europee".

 

 

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