3 Aprile 2010

Compagnie-consumatori scontro sul caro benzina

ROMA – Il governo corre ai ripari e accelera sulla riforma della rete carburanti, che dovrebbe esordire entro poche settimane. L´annuncio è del sottosegretario allo Sviluppo economico Stefano Saglia che esclude, tra l´altro, il ricorso ad un decreto. In arrivo «la chiusura di un importante numero di impianti» accompagnata da «incentivi del governo» e da una riforma del criterio di aggiornamento dei prezzi alla pompa «da giornalieri a settimanali». Crescerà poi il numero dei distributori self-service mentre i gestori avranno la possibilità di integrare il reddito «vendendo prodotti non-oil». Ma non si placano le polemiche sul caro-benzina innescate martedì scorso sull´onda dell´ultimo aumento dei listini. Consumatori e deputati dell´opposizione chiamano in causa ancora una volta le compagnie petrolifere, difese a spada tratta da Up e associazioni dei gestori. Secondo la Staffetta quotidiana, nuovi ritocchi sarebbero già nell´aria dopo i rincari registrati sul mercato Mediterraneo dei prodotti raffinati. Aumenti che, secondo il Quotidiano energia, potrebbero rimettere il turbo ai prezzi del gasolio. Una situazione analoga a quella che, poco meno di due anni fa, trascinò i prezzi del diesel verso nuovi record. Una nuova preoccupante fuga in avanti per le quotazioni internazionali che hanno sfondato la soglia psicologica degli 800 e dei 715 dollari la tonnellata. Ai distributori ieri sono variati i listini della Shell che ha ritoccato di 3 millesimi il prezzo di riferimento della verde, portandola a 1,422 euro al litro. Agip, dal canto è arrivata alla seconda settimana di prezzi fermi. Gli unici ritocchi registrati nel corso della settimana hanno riguardato Tamoil, Total e Shell. La verde oscilla oggi tra 1,408 e 1,422 euro mentre il gasolio va da 1,234 a 1,249. Ma lo scontro tra consumatori e compagnie va avanti senza esclusione di colpi: il Codacons, pronto alla class action contro i petrolieri, ieri ha presentato un esposto sul rincaro dei carburanti a 104 Procure della Repubblica di tutta Italia. L´Unione petrolifera, dal canto suo, ha ribadito «l´assoluta correttezza di comportamento» smentendo «qualsiasi collegamento o ipotesi di variazioni legate alle festività pasquali». Anche i gestori di Figisc e Faib ribattono alle analisi sui prezzi fatte dai consumatori e rinnovano l´invito alle associazioni ad evitare allarmismi ingiustificati. (lu.ci.)
 

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