18 Gennaio 2011

Como, spesa “soft” tra gli scaffali dei supermarket

Indagine del “Sole-24 Ore” – Per il secondo anno consecutivo è Rimini la città italiana più cara. In Lombardia Brescia precede Milano
 

Per acquistare i 20 prodotti base del paniere alimentare si spendono sul Lario ogni anno in media 3.369 euro
Per il secondo anno consecutivo è Rimini la città italiana più cara in cui fare la spesa. Como si posiziona al 46esimo posto. In convalle una famiglia spende, in media, 3.369 euro all’anno per riempire la dispensa. Cifra ben distante dai 4.151 euro che bisogna mettere in preventivo se si abita nella città romagnola. È questo il primo risultato che emerge da una ricerca effettuata dal Sole-24 Ore che ha preso in considerazione 60 capoluoghi di provincia analizzando un paniere di 20 prodotti di prima necessità: dal pane, al latte, alla carne, fino al cioccolato.
Ne scaturisce una vera e propria lista della spesa che percorre tutte le regioni italiane facendo emergere diverse curiosità. Se si è infatti amanti del pane – il consumo medio di una famiglia tocca quota 178 chili annui – allora la città ideale è Perugia, dove ci sono i prezzi più bassi. Se nel panino volete mettere il prosciutto cotto – 14 chili all’anno a famiglia il consumo – allora vi converrà andare a comprarlo a Rovigo, dove si trova a più buon mercato.
Como invece è la patria incontrastata dei piselli surgelati. Prezzi imbattibili sugli scaffali della città lariana per questi legumi, molto amati dagli italiani che ne consumano in media 10 kg all’anno.
Una lista della spesa impossibile da seguire ma che fornisce un quadro dettagliato delle oscillazioni in tutta Italia. Conseguenza ovviamente della crisi economica e del fatto che, in base ai dati Istat più recenti, l’inflazione è raddoppiata nel 2010 rispetto al 2009.
Sfogliando la graduatoria, sul podio insieme con la capolista Rimini, si trovano Ferrara con 4.109 euro di media annua e Aosta (4.028).
In Lombardia non conviene fare la spesa a Brescia dove si spendono 3.758 euro di media in 365 giorni. Più che a Milano (3.713), Pavia (3.674), Bergamo (3.611). I cugini di Varese devono mettere in conto 3.468 euro mentre a Cremona si spendono 3.419 euro. Prima di Como anche Lecco (3.415) e Lodi (3.370). «È una statistica che va analizzata attentamente. Se si prende in considerazione questo paniere di prodotti base le cifre sono correte. Ma andrebbero esaminate le varianti. E così magari a Como, città ricca, si potrebbe scoprire una predilezione per il pane alle olive, per fare un esempio, sicuramente più caro della classica rosetta – dice Mauro Antonelli presidente del Codacons di Como – Lo stesso per la carne e altri alimenti. Così facendo Como occuperebbe una posizione molto più alta in classifica». In fondo alla graduatoria del Sole-24 Ore c’è Potenza, con 2.926 euro annui. Penultima Napoli con 3.040. Il divario tra la prima classificata e l’ultima , per lo stesso paniere di prodotti, è di ben 1.225 euro. La classifica può essere analizzata anche sotto altri punti di vista. Se si considerano soltanto i prezzi più bassi rilevati. Allora la meta perfetta è Lodi dove si può fare la spesa, selezionando tutte le offerte, con 1.829 euro all’anno. Se si punta invece ai prezzi più elevati, a Milano, si possono spendere ben 7.044 euro. La media nazionale è di 3.540 euro annui. 

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