26 Agosto 2005

Commissione Ue: rafforzare la sorveglianza e più cooperazione tra gli stati

Non c`è in Europa un rischio immediato di diffusione del virus killer dei polli, il temibile H5n1, tramite il passaggio degli uccelli migratori, ma bisogna rafforzare la sorveglianza in quanto è impossibile fare previsioni esatte, la situazione epidemiologica non è completamente chiara. È questo, a grandi linee, il messaggio che ha lancia ieri da Bruxelles la Commissione europea tramite i suoi esperti, al termine di una lunga giornata di dibattito sui potenziali rischi che corre l`Europa per la presenza dell`influenza aviaria in Asia, in Russia, e in particolare in Siberia. Insomma il passaggio degli uccelli migratori, benché più importante soprattutto nel nord Europa (Danimarca, Germania e Olanda) rappresenta secondo il Comitato europeo di veterinari ed esperti dei venticinque stati membri “un rischio di contagio remoto o debole“. Nessuno però ha la sfera di cristallo, ammette un esperto della Commissione Ue, ed è per questo che Bruxelles ha chiesto ai venticinque partner di “rafforzare la sorveglianza“, mettendo a disposizione finanziamenti per un milione e duecentomila euro per i prossimi mesi fino alla fine del 2005 e l`inizio del 2006, sempre che la situazione non richieda ulteriori sostegni. Per gli esperti sanitari europei inoltre, “applicare un divieto generalizzato di mantenere il pollame all`aperto (come è in vigore da lunedì in Olanda, ndr) sarebbe invece attualmente una misura sproporzionata“. Per l`Europa, quindi, la carta più appropriata su cui puntare è per il momento quella della sorveglianza. Ed è proprio in questo senso che vanno le conclusioni dei veterinari europei: ossia incoraggiare il monitoraggio rafforzando la cooperazione tra i partner, ma anche a livello internazionale e con la Commissione europea. Del resto già all`inizio di settembre, probabilmente venerdì prossimo, gli esperti del Comitato veterinario dell`Ue si riuniranno nuovamente per coordinare in concreto la sorveglianza intensificata. In primo luogo verrà messo l`accento su un numero più elevato di test da effettuare sugli uccelli migratori, per verificare se sono eventualmente portatori del virus. Questa valutazione dovrebbe interessare gli uccelli acquatici e quelli selvatici che possono essere in contatto con quelli domestici. Non solo, come sottolineato da tempo anche dall`Italia, si dovranno rafforzare le misure di biosicurezza e di informazione dei consumatori sul prodotto acquistato, portando una particolare attenzione anche sulle importazioni dai paesi terzi. Al riguardo un`etichettatura del pollame, come avviene oggi per la fettina, non è esclusa da Bruxelles, anche se per il momento non viene proposta. Intanto è soddisfatto il Codacons per le misure finora adottate dal Ministero della Salute. Tali misure rispecchiano le proposte fatte nei giorni scorsi dallo stesso movimento per i diritti dei consumatori che prevedevano la quarantena per uova e pulcini d`importazione, l`anticipo delle analisi sui polli alla nascita e non solo a fine ciclo, ossia prima della macellazione, visite mediche straordinarie per gli addetti agli allevamenti.

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