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15 Luglio 2015

“Commissari inopportuni” Bagarre al concorso per magistrati

“Commissari inopportuni” Bagarre al concorso per magistrati

Quando è stata letta la traccia, in molti sono saltati sulla sedia: questo non è diritto civile, è diritto bancario! Prendete oltre tremila candidati con i nervi a fior di pelle dopo mesi, se non anni di preparazione e studio; prendete il concorso per l’ accesso a una delle carriere più agognate e meglio retribuite d’ Italia, la magistratura; prendete l’ atavico problema della trasparenza, le sostituzioni dei commissari all’ ultimo minuto, un sistema che prevede corsi full immersion offerti a prezzi stratosferici. Miscelate in una calda sessione di luglio. E nella seconda giornata delle prove per il concorso della magistratura 2015 che esplode la polemica. La traccia di civile è quanto di più astruso si potesse pensare. L’ oggetto sono gli strumenti finanziari, la loro natura aleatoria e la meritevolezza «sotto il profilo causale della loro implicita funzione speculativa». Argomento complesso, al confine con il diritto bancario e dei valori immobiliari. Tanto che in molti protestano. Da subito, in aula con i commissari. E poi più tardi, sui social network. Non c’ è solo il sospetto che la traccia sia stata scelta, così come avviene sempre più frequentemente, per scremare l’ enorme numero di candidati (alla fine riconsegneranno le tre prove in 2954, cinquecento in meno dell’ anno scorso), ma che sia stata pilotata. Troppo particolare, troppo specifica per non notare che quell’ argomento era stato trattato in uno dei costosi corsi di preparazione all’ esame. Tanto più che gli organizzatori del corso stesso, poche ore dopo la lettura della traccia, esultavano: «Centrato l’ argomento». E così sono partite le ricerche, la caccia all’ irregolarità. E nel giro di una mezza giornata, ecco che ha preso forma l’ ormai onnipresente esposto. A farsene carico è stato il Codacons. L’ associazione dei consumatori, dopo aver ricevuto decine di segnalazioni, ha deciso di raccogliere e spedire il tutto al ministero della Giustizia, al Csm e al procuratore di Roma. Tra le segnalazioni, se ne trovano di dettagliatissime: «Vi segnalo che due commissari, il professor Agostino Meale e il professor Fernando Greco, collaborano con due case editrici “collegate” a un noto corso di preparazione per il concorso in magistratura. Vi chiedo se queste nomine siano state opportune e se non vi siano motivi di astensione». C’ è chi sottolinea l’ esultanza degli organizzatori del corso che, in ottica pubblicitaria, segnalavano la forma «praticamente identica» di una traccia data al corso rispetto a quella estratta al concorso. C’ è chi si lamenta della mancanza di testimoni all’ apertura delle buste con gli elaborati. Ma c’ è anche l’ intervento di un professore, Mauro Paladini, che si domanda se non sia ormai giunta l’ ora di «abbandonare la logica della “caccia” all’ argomento più astruso e specifico, perché verosimilmente il più idoneo a ridurre drasticamente il numero delle consegne e rendere più agevole la correzione». Se poi l’ argomento è stato in passato addirittura commentato con sentenze e contributi scientifici da alcuni membri della commissione «la circostanza è un’ aggravante: se c’ è un argomento che non dovrebbe mai essere assegnato in un concorso è proprio quello sui cui ci si è espressi, il giudizio non può che risultare viziato». I candidati si sono divisi in mille commenti, tra propositi di ricorso e accuse di cavillosità di chi non era preparato. Un dualismo che si ripete, pressoché identico, in ogni concorso pubblico. Con una differenza: qui in ballo c’ è il futuro della categoria che domani dovrà decidere cosa è legale e cosa no.
raphaël zanotti

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