COMMERCIO: VENDITE SEMPRE PIU’ GIU’, A FEBBRAIO -4,8%
COMMERCIO: VENDITE SEMPRE PIU’ GIU’, A FEBBRAIO -4,8%
CODACONS: ITALIANI ALLA FRUTTA … O ANCHE MENO
GOVERNO NON DIA UN COLPO AL CERCHIO ED UNO ALLA BOTTE
Secondo i dati resi noti oggiAggiungi un appuntamento per oggi dall’Istat, le vendite al dettaglio a febbraio diminuiscono dello 0,2% rispetto al mese di gennaio. Rispetto a febbraio 2012 le vendite segnano una diminuzione del 4,8%, sintesi di un calo del 4,0% delle vendite di prodotti alimentari e del 5,3% di quelle di prodotti non alimentari. Il Codacons ricorda che i dati delle vendite incorporano sia la dinamica delle quantità che quelle dei prezzi, quindi, considerato che a febbraio 2013 l’inflazione su base annua era dell’1,9%, 2,4 per i prodotti alimentari, ecco che il crollo delle vendite in quantità diventa sconcertante.In particolare il calo dell’alimentare del 4%, che peraltro riguarda tutte le tipologie di esercizi commerciali, dai piccoli negozi ai supermercati, dagli ipermercati ai discount, dimostra che gli italiani sono alla frutta, o anche meno, dato che persino gli acquisti di frutta e verdura sono drammaticamente in calo. Insomma la crisi dell’Italia è una crisi di consumi, ecco perché il Codacons chiede al prossimo presidente incaricato di concentrare le scarse risorse pubbliche disponibili in un dl salva famiglie. Non servirebbe a nulla, infatti, disperdere i pochi soldi utilizzabili in mille rivoli, dando un colpo al cerchio ed uno alla botte, abbassando Irap, ma poco, abbassando costo del lavoro, ma poco, abbassando Imu, ma poco, facendo investimenti infrastrutturali, ma pochi. Già il Governo Monti aveva tagliato l’Irap, fin dal dl Salva Italia, non producendo alcun effetto. E’ necessaria una svolta, un cambio di rotta, un’inversione ad U che dia fiducia e speranza alle famiglie. Altrimenti i consumi resteranno comunque al palo e saranno rinviati a tempi migliori. Si tratta, quindi, non solo di rinviare l’aumento dell’Iva al 22%, ma anche di ridurre l’aliquota base dell’Imu sulla prima casa almeno per le categorie catastali da A2 ad A6, compensando con un aumento dell’aliquota base per chi ha da 3 case in su, di eliminare le commissioni di istruttoria veloce, di rivalutare le pensioni e gli stipendi dei dipendenti pubblici, di ridurre le imposte su luce e gas, di eliminare le spese di chiusura dei contratti telefonici, di sterilizzare gli aumenti dei carburanti con un’accisa mobile, di rinviare sine die la Tares, di bloccare per almeno due anni tutte le tariffe, dall’acqua ai pedaggi autostradali e così via.
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