Commercio, trecento firme in tre ore via alla petizione anti-liberalizzazioni
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fonte:
- Il Messaggero
FEDERSTRADE «NOI, PIEGATI DALLA CRISI E DALLA CONCORRENZA DEI CENTRI COMMERCIALI» L’ INIZIATIVA «Ho messo una firma grossa come una casa perché non ce la faccio più a restare aperta ogni giorno. I miei guadagni non sono aumentati, al contrario. Su 100 euro che incasso, circa 52 se ne vanno solo in tasse». È arrabbiata la signora Vittoria ai piedi del banchetto della Confesercenti e Federstrade per la raccolta firme contro il decreto sulle liberalizzazioni degli orari e delle aperture dei negozi, varate dal decreto Salva Italia del governo Monti. Ha un negozio di elettrodomestici, ma gli affari non vanno bene. Le tocca restare aperta anche la domenica e i giorni festivi. Ieri mattina, in tre ore, Confesercenti e Federstrade hanno raccolto più di 300 firme, da aggiungersi a quelle messe insieme dallo scorso novembre. Hanno tempo fino alla prima settimana di maggio per arrivare alla quota necessaria da sottoporre alla Cassazione e sono sicuri di farcela perché bisogna, sì, dar nuovo impulso al commercio, ma è necessario tutelare fiscalmente i negozianti. «Siamo piegati dalla crisi e dalla concorrenza che soprattutto nella Capitale ci fanno i centri commerciali», dice Mina Giannandrea, presidente della Federstrade Roma. «Loro sono obbligati a tenere le attività aperte di domenica, ma c’ è chi non ce la fa più». Come Bruno Mestichella che, al centro commerciale I Granai, ha un punto vendita di abbigliamento e qualche domenica rischiando anche multe salate (circa 500 euro), tiene chiuso il negozio «tanto la differenza non c’ è». «Se proprio non dovessimo riuscire con la nostra causa, almeno – prosegue la Giannandrea – che si occupassero di regolare i costi e le imposte che ci tocca pagare». A un dipendente che lavora nei giorni festivi, per esempio, è dovuto uno straordinario che va dal 30 al 40%. Su questo concorda il Codacons che, pur considerando il libero commercio un volano esiziale per rilanciare gli acquisti, sottolinea il bisogno di mettere a regime la partita delle fiscalità. Camilla Mozzetti © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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