25 Aprile 2013

Commercio, consumi ridotti crollano le vendite al dettaglio

Commercio, consumi ridotti crollano le vendite al dettaglio

ROMA. Consumi delle famiglie ancora in calo a febbraio: le vendite al dettaglio hanno segnato un’ ulteriore caduta, -4,8% rispetto allo stesso mese di un anno fa, con l’ alimentare in calo del 4,0%. Si tratta dell’ ottava flessione tendenziale consecutiva, la più forte da aprile 2012, segnala l’ istituto nazionale di statistica. La flessione poi, seppure lieve (-0,1% su base annua), coinvolge anche i discount: la rete distributiva a prezzi concorrenziale aveva finora retto alla crisi dei consumi, costituendo luogo di rifugio per le famiglie a caccia di risparmio. Il calo delle vendite è comunque più marcato per i piccoli negozi (-6,0%) rispetto alla grande distribuzione (-3,5%). Il confronto annuo segnala una diminuzione provocata non solo del caduta dei prodotti alimentari ma anche del ribasso, ancora più forte, ri levato per il non food (-5,3%), comparto che mostra variazioni tendenziali negative in tutte le tipologie di prodotti. Foto -ottica e pellicole, supporti magnetici, strumenti musicali (-7,7%), cartoleria, libri, giornali e riviste (-7,4%) i gruppi merceologici che mostrano le flessioni più importanti. «Prosegue la gelata dei consumi» commenta la Confcommercio. Dati «molto negativi» dice la Confesercenti calcolando che la crisi in 5 anni ha bruciato 238 miliardi di reddito disponibile delle famiglie, «di fatto in media ogni famiglia si è vista scippare quasi 10mila euro». «Il calo delle vendite, non solo dei prodotti non alimentari, ma anche di quelli alimentari – osserva l’ Adiconsum – la dicono lunga sulla situazione reale del Paese, dove a causa della crisi si è allargata enormemente la forbice tra i ricchi e i poveri con 1 milione di famiglie senza redditi da lavoro». Per la Coldiretti, si tratta del «drammatico risultato della spending review cui, a causa del crollo del potere di acquisto, sono costrette in Italia ben sette famiglie su dieci (71%), che hanno modificato la qualità e la quantità dei prodotti». «L’ andamento pesantemente negativo dei consumi è ormai consolidato e rischia di caratterizzare anche l’ intero 2013, poichè non si vedono nel prossimo futuro elementi di inversione di questa tendenza», commenta la Federdistribuzione secondo la quale «La ripresa della domanda interna è diventata una necessità economica del Paese». E ribadisce, insieme al Codacons, no all’ aumento dell’ Iva a luglio, porterebbe un aumento dei prezzi deprimendo ulteriormente la domanda interna. 4(s.a.)

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