Commercio/ Consumatori: Crisi grave, da governo politica rilancio
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fonte:
- TM News
Roma, 22 mag. (Apcom) – Sono "gravi e preoccupanti" i dati sul commercio diffusi oggi dall’Istat. Segno che il Paese è ancora in piena "crisi" a dispetto di "bugie e facili ottimismi". A parlare sono le associazioni di consumatori che chiedono al governo "serie manovre sul lato della domanda" (Adusbef e Federconsumatori), la convocazione di un "tavolo urgente" su redditi e consumi (Adoc). Mentre a fare i conti ci pensa il Codacons che dice: nonostante il calo della domanda i prezzi alimentari salgono determinando una stangata da 429 euro in più all’anno. "Il forte calo del settore delle vendita al dettaglio, che purtroppo paventavamo – sostengono Federconsumatori e Adusbef – è un preoccupante segnale di un ulteriore peggioramento della situazione economica del Paese che non si arresterà finché il Governo non si deciderà ad avviare serie manovre sul lato della domanda di mercato. Non c’è più spazio, infatti, per bugie e facili ottimismi, o per manovre inadeguate, insoddisfacenti e caritatevoli quali la Social Card". Serve la "defiscalizzazione per le famiglie a reddito fisso, lavoratori e pensionati, per almeno 1200 euro l’anno e una riduzione dei prezzi di almeno il 20%, in special modo per quanto riguarda i generi di prima necessità ed i prodotti alimentari". "A marzo crollano le vendite del settore alimentare e se calano le vendite in modo così consistente in un settore di beni necessari con bassa elasticità della domanda al reddito – afferma il Codacons – vuol dire che gli italiani non hanno più soldi nemmeno per mangiare". L’Adoc invita a ridurre il costo dei carburanti: un intervento che "potrebbe rilanciare i consumi sarebbe il taglio di 10 centesimi sia delle tasse che del prezzo del prodotto industriale ad opera dei petrolieri, per complessivi 20 centesimi". In questo modo il risparmio alla fine dell’anno per il singolo automobilista sarebbe di "180 euro l’anno solo per i carburanti. Aspettiamo ancora che il Governo mantenga la promessa di una riduzione delle accise e del blocco dell’Iva sui carburanti, un intervento sicuramente più utile delle finte convocazioni dei petrolieri per risolvere il problema", conclude l’associazione.
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