10 Luglio 2019

Commercio ancora in calo Pure il cibo resta sugli scaffali

per alitalia una newco ferrovie-mef
M La primavera non sostiene le vendite al dettaglio. Anzi, a maggio l’ Istat rileva in valore una flessione del commercio dello 0,7% su aprile e dell’ 1,8% su base annua, che in volumi si traduce in una contrazione rispettivamente dello 0,8% e dell’ 1,5%, con un calo generalizzato dei beni alimentari e delle altre tipologie di prodotti. Soffrono anche le vendite della grande distribuzione, che generalmente reggono meglio l’ urto dei mesi difficili. I grandi negozi vedono infatti calare il commercio dello 0,4%, un risultato che resta comunque un miraggio per li piccoli, che registrano una contrazione delle vendite del 3,6%. A mandare segnali positivi, sottolinea l’ istituto statistico, ä solo il commercio online, che aumenta del 1 0,6%. “Se si esclude gennaio, la prima parte del 2019 ha mostrato tutte le fragilità che caratterizzano la domanda delle famiglie, sta gnante nel confronto annuo e in calo rispetto all’ ultima parte del 2018”, commenta l’ Ufficio studi di Confcommercio, sottolineando come il dato sia peggiore delle attese e che “ancora una volta non ä di alcun conforto rilevare come il depresso andamento genera le dei consumi sia connotazione comune a molte delle grandi economie europee”. Ancora più allarmati i consumatori. “Peggio di così non poteva andare. Scendono le vendite sia in volume che in valore, sia alimentari che non alimentari. Insomma, non si salva nessuno”, afferma Massimiliano Dona, presidente dell’ Unione nazionale consumatori. I colleghi del Codacons fanno inoltre notare che “gli italiani non comprano più nemmeno beni indispensabili come il cibo, le cui vendite su base annua diminuiscono dell’ 1, 1% in valore e del 1,4% in volume”. Inoltre, commenta il presidente dell’ associazione Carlo Rienzi, “su tale situazione estremamente negativa pende la spada di Damocle dell’ aumento dell’ Iva” da 23 miliardi delle clausole di salvaguardia europee. “Se il governo non saprà impedire l’ incremento delle aliquote, le vendite al dettaglio subiranno una ulteriore contrazione con conseguenze disastrose”. M Una newco la cui maggioranza assoluta ä nelle mani di Ferrovie dello Stato italiane e ministero dell’ Economia. E’ questa, da quanto si apprende da fonti del ministero dello Sviluppo economico, la soluzione per il futuro di Alitalia, dando conferma che la chiusura potrebbe avvenire il 15 luglio, come stabilito, senza rinvii. Intanto nel mese di giugno la compagnia italiana ha registrato un incremento del 4,4% dei ricavi da traffico passeggeri rispetto allo stesso mese dell’ anno scorso. Anche il numero dei passeggeri trasportati ä aumentato: + 2,2%.

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