Commercio a livelli pre-Covid
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fonte:
- il Roma
La ripresa c’èè. Le vendite al dettaglio di settembre rilevate da Istat segnano una crescita dello 0,8% e si parla di rimonta sui valori pre-pandemia. Un dato addirittura in controtendenza con le rilevazioni Eurostat, che segnalano un calo destagionalizzato dello 0,3% nell’eurozona, rispetto all’aumento italiano dello 0,3%. Ci sono però delle incognite lungo il percorso: l’inflazione che è già raddoppiata da giugno a ottobre,e la possibile quarta ondata dei contagi che potrebbe tornare a strozzare i consumi verso la fine dell’anno. L’istituto di statistica ha stimato una crescita dello 0,8% in valore e dello 0,6% in volume rispetto ad agosto. Su base annua, nel trimestre l’aumento è del 5,3% in valore e del 3,9% in volume, soprattutto per i beni non alimentari (+7,3% in valore e +5,7% in volume) seguito dall’aumento per gli alimentari (+2,5% in valore e +1,4% in volume). La crescita riguarda quasi tutte le categorie – l’elettronica e gli elettrodomestici segnano +26,3% – tranne i tessili,i mobili e gli articoli di arredamento. Per l’Unione nazionale consumatori si tratta di «dati ottimi». «Per la prima volta, infatti, si sono interamente recuperati i valori pre-crisi. Mentre si era già verificata la rimonta sui valori pre-pandemia di gennaio 2020, mai, salvo ora, si erano superati quelli del febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown», ha commentato il presidente dell’Unc Massimiliano Dona. Ma i risultati devono fare i conti con l’inflazione, «più che raddoppiata da giugno a ottobre, da +1,3% a +2,9%». Se dovesse proseguire la sua corsa, le vendite potrebbero subire uno stop perché le famiglie potrebbero decidere, a titolo precauzionale, di rinviare gli acquisti in attesa di tempi migliori, con il rischio di un Natale in bianco», ha aggiunto Dona. Il Codacons lancia un allarme «stangata d’autunno»: «Le vendite al dettaglio dovranno presto fare i conti con i rincari delle bollette luce e gas scattati ad ottobre, col caro-benzina e con la crisi delle materie prime, fattori che stanno determinando rincari di prezzi e tariffe in tutti i settori», ha spiegato il presidente dell’associazione Carlo Rienzi.Gli effetti della campagna vaccinale si fanno tangibili, ma il fronte pandemico potrebbe rallentare la corsa dei consumi invernali.
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