15 Febbraio 2015

Commercianti e artigiani mobilitati non piace la stangata delle imposte

Commercianti e artigiani mobilitati non piace la stangata delle imposte

• S A N T E R A M O. Levata di scudi di commercianti e artigiani contro il Comune per il «caso Tari». Maxi -bollette, proteste di residenti e commercianti, code allo sportello dell’ ufficio tributi, calcoli errati e ritardi nella consegna delle cartelle: questo è andato in scena negli ultimi giorni. E sempre nei giorni scorsi si è svolto un faccia a faccia fra Comune e rappresentanti delle locali Confcommercio e Confesercenti. E a rappresentare tutto il loro dissenso Elisabetta Di Fonzo rappresentante della Confesercenti scrive al sindaco Michele D’ Ambrosio e all’ assessore alle attività produttive Tina Cacciapa glia. «Dalla verifica delle tariffe applicate dal Comune per la Tari 2014 – si legge si evidenzia uno sproporzionato ed assurdo aumento delle tariffe approvate ed applicate che metteranno in ginocchio le imprese locali. Si stigmatizza e condanna il comportamento dell’ am ministrazione comunale per non aver promosso ed attuato una fase di consultazione delle categorie produttive della città prima dell’ approvazione in giunta e/o in consiglio comunale. E’ fortemente lesivo degli interessi delle imprese cittadine, le determinazioni dell’ amministrazione comunale circa l’ esosità delle tariffe e l’ ambiguità e l’ indeterminatezza del regolamento comunale della Tari che non avrebbe previsto una griglia di esenzioni per le attività imprenditoriali che producono rifiuti». La missiva si conclude con la richiesta «di rimediare per quanto possibile agli atti già adottati». E a scrivere al primo cittadino anche Mi chele Digregorio (Fi) già sindaco della città: «Non pensa che sarebbe stato più equo prevedere delle “sottocate gorie”? E più equo prevedere, per alcune categorie una diversificazione delle tariffe anche in ordine al “vo l u m e d’ af fari” del contribuente? La tariffa per un bar, per esempio, è di 18,17 euro per mq, ciò significa che un esercizio di 100 mq deve pagare 1.817 euro oltre all’ addizionale provinciale del 4% e a prescindere dal volume di attività prodotta, così ché per un esercizio con volume d’ affari modesto (potenzialmente produttore di meno rifiuti) l’ in cidenza sarà molto più elevata rispetto ad altro esercizio con “volume d’ af f ari” più elevato. E per le “utenze domestiche” è previsto per il calcolo della tariffa “parte fissa” sono 9.672, mentre quelle utilizzate per la parte “varia bile” della tariffa miracolosamente crescono a 15.745,67. La invito a ritornare in consiglio comunale dopo un franco confronto con le organizzazioni di categoria del territorio». Il Codacons: «La maxi -Tari è un incubo, risultato di una brutta gestione della raccolta differenziata. Il danno oltre che la beffa, e allora suggeriamo al sindaco, se vuole dare un buono esempio di dimezzarsi il suo stipendio, quello degli assessori, e dimezzare i gettoni di presenza dei consiglieri».
 

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