17 Giugno 2021

Comitato per verità e giustizia

Si  è  costituito  ufficialmente  il  comitato  “A  Casa  con  Me”  dei  parenti  delle  vittime  del  Tempio  crematorio  di  Biella.  Per  ora  hanno  aderito  39  famiglie.  «Il  nostro  obiettivo  – riporta  un  comunicato  – è  ottenere  verità  giustizia  sulla  vicenda  che  ha  coinvolto  le  nostre  famiglie».  Il  presidente  del  comitato  è  Laura  Attena  referenti  sono  Alessandra  Muggeo,  Luca  Lanza,  Fabrizio  Demaria  Paolo  Galuppi.  Ingiustizia.  «Oggi  – prosegue  il  comunicato  ripercorrendo  l’iter  processuale  non  risparmiando  delle  critiche  alla  Procura  – abbiamo  voluto  sottolineare  quanto  sia  stata  ingiusta  la  condanna  comminata  in  1°  grado  di  giudizio  ( 5  anni  anni  mesi)  ai  due  fratelli  Ravetti,  titolari  con  il  padre  della  società  che  gestiva  il  Tempio  crematorio,  la  Socrebi.I  Ravetti  loro  collaboratori,  nonostante  indiscutibili  ed  evidenti  prove  video  registrate  all’interno  del  Crematorio  nonostante  gli  stessi  Ravetti  avessero  ammesso  reati  che  gli  venivano  contestati  (doppie  triple  cremazioni,  vilipendio  distruzione  di  cadavere,  violazione  di  sepolcro  corruzione)e,  non  solo,  dopo  che  la  stessa  Pm  Camelio,  incaricata  di  svolgere  le  indagini,  avesse  definito  la  vicenda  “una  lugubre  catena  della  morte”.  Nonostante  tutto  questo  la  Procura  di  Biella  ha  presentato  la  richiesta  di  archiviazione  per  la  maggior  parte  delle  istanze  avanzate  dalle  parti  lese,  tralasciando  sostanzialmente  tutto  quello  che  negli  interrogatori  era  stato  detto  confermato  dagli  indagati  cioè  che  fatti  delittuosi  erano  da  tempo  se  non  da  anni,  perpetrati  all’interno  del  Crematorio».  Le  denuncia  collettiva.  «Di  conseguenza  – ribadisce  il  comunicato  – tutte  le  famiglie,  circa  500,  hanno  inoltrato  un’ulteriore  denuncia  per  tentare  di  far  ripartire  le  indagini  ma,  dopo  più  di  quattro  mesi  di  attesa,  il  giudice  incaricato  Pisano,  tenendo  conto  esclusivamente  della  proposta  del  Pm,  ha  archiviato  la  nostra  istanza.  Quando  siamo  venuti  conoscenza  dell’archiviazionearchiviazione,  il  dolore,  la  sfiducia,  la  delusione  l’indignazione  nei  confronti  della  Magistratura  sono  stati  molto  forti.  Come  è  stato  possibile  che  dopo  tutte  le  confessioni  di  reato,  le  video  registrazioni,  le  situazioni  accertate  durante  le  indagini,  non  ci  fossero  abbastanza  elementi  per  poter  riaprire  un’ulteriore  fase  delle  indagini?».  Non  ci  arrendiamo.  Ecco  che  è  stata  pertanto  presa  la  decisione  di  creare  un  comitato  per  continuare  lottare.  «Noi  non  ci  arrendiamo  – viene  spiegato  con  forza  -, andremo  avanti  con  nostri  legali,  fino  in  fondo,  fin ove  la  legge  ce  lo  permetterà!  Inoltre,  seguito  del  pronunciamento/beffa  del  giudice  Pisano,  molti  di  noi,  in  particolare  quei  parenti  che  hanno  dato  il  consenso  ad  un  laboratorio  specializzato  per  le  perizie  all’interno  dell’urna  del  proprio  congiunto  che  aveva  subìto  la  cremazioni  multipla,  risultata  non  conforme  alla  tempistica,  sono  stati  oggetto,  in  questi  ultimi  giorni,  dell’attenzione  dei  Carabinieri».  Si  indaga  sulle  vittime?  Nel  comunicato  si  parla  quindi  di  accertamenti  misteriosi  di  cui  non  si  riesce  comprendere  l’obiettivoobiettivo.  «Alcuni  famigliari  – viene  spiegato  – sono  stati  contattati  convocati  per  “accertamenti”  sull’ter  delle  pratiche  per  l’ispezione  delle  urne  (costi,  documentazione  richiesta  di  presunte  anomalie)e  per  avere  chiarimenti  sui  contratti  che  legano  rapporti  con  gli  avvocati  che  stanno  seguendo  la  loro  vicenda.  Perché  Carabinieri  ci  stanno  convocando?  Il  nostro  consulente  forense,  Generale  Garofano,  che  ci  è  stato  proposto  sia  da  Codacons  sia  dall’avvocato  Guarini,  ci  aveva  descritto  chiarito  bene  quale  sarebbe  stato  l’iter  ispettivo,  per  questo  non  comprendiamo  l’iniziativa  dei  Carabinieri  ci  chiediamo  se  è  lecito  convocare  delle  persone,  senza  una  motivazioni  scritta  specificata.  Perché  iniziare  un  accertamento  indagine  su  persone  che  liberamente  coscientemente  hanno  acconsentito  sottoscritto  un  contratto  con  dei  legali  per  essere  assistiti,  contratto  ovviamente  regolare  ed  esigibile  in  qualsiasi  momento?  Chi  ha  “suggerito”  questa  strana  operazione?  Forse  per  screditare  delegittimare  il  nostro  impegno  il  lavoro  dei  nostri  legali?  Perché  si  è  investito  tempo,  uo-mini  risorse  economiche  che  invece  andrebbero  impiegate  per  indagare  altrove,  magari  per  riaprire  una  nuova  fase  d’indagine  nei  confronti  dei  Ravetti  dei  loro  complici?  In  un  prossimo  futuro  con  quale  serenità  fiducia  potremmo  rivolgerci  alla  Magistratura?».  Per  informazioni:  email  “acasaconme500500@  gmail.comcom.  La  pagina  Facebook  la  si  può  trovare  in  “Parenti  cremati”.  Il  numero  di  telefono  è  il  seguente:  3470076616. 

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