Comitato del No: Pedemontana costerà 2,6 miliardi in più di Iva
-
fonte:
- Corriere delle Alpi
gli oppositori della superstrada: «la regione non ha calcolato l’ imposta del 22% l’ opera è insostenibile, va fermata al più presto». palazzo balbi rifiuta la polemica
Federico CipollaTREVISO. Un’ errata applicazione dell’ Iva da parte della Regione rischia di rendere ancora più salato il conto della Spv. Ne sono convinti nel Comitato No Pedemontana, che a pochi giorni dall’ udienza al Tar sul ricorso di Impregilo e del Codacons fissata per il 23 gennaio, hanno esibito un documento che afferma che la Regione dovrà aggiungere 2,6 miliardi di euro di Iva al canone di disponibilità. «L’ opera va fermata, subito. Speriamo lo faccia il Tar, come dovere verso le generazioni future», sostiene Osvaldo Piccolotto, anima del Comitato No Pedemontana. la valutazione legale Il Comitato ha mostrato il documento inviato il 6 marzo scorso dallo Studio Roedl&Partners alla Regione, che l’ aveva interpellato proprio per capire se e come considerare e l’ Iva sul canone di disponibilità che Venezia dovrà versare a Sis per 39 anni. «Nell’ ultima convenzione approvata a maggio tra la Regione e la Sis, l’ Iva semplicemente non c’ è. Come se la Regione non la dovesse pagare», precisa Piccolotto. Invece secondo lo studio l’ imposta va pagata eccome, con aliquota piena: il 22%. Il documento della Roedl&Partners non lascia spazio all’ interpretazione: «Al corrispettivo di disponibilità corrisposto dalla Regione Veneto al Concessionario per la costruzione e la manutenzione della Spv deve essere applicata l’ aliquota Iva del 22%». Essendo il canone di disponibilità di 12, 1 miliardi in 39 anni, il conto è presto fatto: da sborsare ci sono altri 2, 6 miliardi. «E quindi il conto peggiora ancora, la Pedemontana costerà ai Veneti almeno 15, 6 miliardi», aggiunge Piccolotto.i conti non tornanoLa Regione però, che al momento non ha voluto replicare al comitato, a maggio avrebbe ottenuto rassicurazione da parte dell’ Agenzia delle Entrate, riguardo alla detraibilità di quella stessa Iva. Ma secondo il comitato sono altre due le incognite che rendono il quadro a tinte foschissime: il costo delle opere complementari, e le stime di traffico. «Non si sa quanto si dovrà spendere per le bretelle di collegamento. Ne servirà una per Padova, e anche una per Treviso». Inoltre secondo i dati forniti dal comitato la Regione stima un aumento del traffico sulla Pedemontana che porterà 27 mila mezzi ad utilizzarla nel 2020, e oltre 75 mila nel 2059, ultimo anno della concessione. Ma per Corte dei Conti e Banca Europea degli investimenti sono bene altre le cifre, «saranno 15. 200 nel 2020 e nemmeno ventimila a fine concessione». Un bel problema per un piano economico che si basa sui pedaggi. «Per quest’ opera non è mai stata fatta un’ analisi costi benefici», rincara Piccolotto. IL RICORSOMercoledì attorno alle 10 al Tar inizierà l’ udienza per il ricorso presentato da Salini-Impregilo contro la terza convenzione firmata lo scorso maggio tra Regione e Sis, che ha sbloccato la Pedemontana. Due sarebbero i cardini del ricorso presentato dall’ impresa arrivata seconda nella gara d’ appalto. L’ aumento del contributo pubblico a fondo perduto a favore di Sis, diventato di 914 milioni, 300 in più della convenzione precedente, e il pagamento sempre a favore di Sis del canone mensile, in cambio dell’ incasso da parte della Regione del pedaggio. Due modifiche che avrebbero, secondo Salini-Impregilo, modificato la natura dell’ appalto, così da costringere Palazzo Balbi a fare un nuovo bando. L’ APPELLO AI GIUDICI«Anche la Corte dei Conti ha detto alla Regione che non ha rispettato le leggi europee sulla concorrenza», conclude Piccolotto. «Noi non vogliamo che il Tar faccia completare l’ opera ad un’ altra impresa, ne chiediamo il ridimensionamento per renderla davvero l servizio dei veneti». – BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Tags: Pedemontana
