11 Aprile 2015

Come usare il “bonus” da 1,6 mld? Dalla detrazione R&S al taglio alle tasse, le proposte di opposizione e parti sociali

Come usare il “bonus” da 1,6 mld? Dalla detrazione R&S al taglio alle tasse, le proposte di opposizione e parti sociali

Renzi non vuol sentir parlare di “tesoretto”, termine che non portò molta fortuna al governo Monti, e preferisce definire “bonus” le risorse per 1,6 miliardi di euro spuntate fuori nelle pieghe del Documento economico e finanziario varato definitivamente dal governo ieri. Definizioni a parte, di questi tempi si tratta di una cifra considerevole, che potrebbe dare una accelerata a molti dossier e riforme. Se il premier non si sbilancia sul possibile utilizzo, opposizione e parti sociali fanno a gara nell’ indicare priorità e obiettivi: dal finanziamento del reddito di cittadinanza, chiesto da Sel, al taglio alla pressione fiscale auspicato da Confcommercio e Scelta Civica. Sel: ora sperimentare il reddito di cittadinanza Critico sulle scelte del governo sul Def in generale (“vediamo stime di crescita ancora troppo basse”, nei fatti “non cambia nulla rispetto allo scorso anno”) il capogruppo dei deputati di Sel Arturo Scotto si chiede oggi quale sarà il destino del “tesoretto”: “Dove andrà a finire? Quando finirà la propaganda ci renderemo conto che il cosiddetto bonus povertà non compenserà l’ entità dei tagli lineari”. La proposta che Sel “gira” al premier è quella di usarlo “per misure sperimentali di reddito di cittadinanza come chiedono movimenti e associazioni”. Salvini (Lega): aiutare “vittime” legge Fornero o cancellare Imu agricola Per Matteo Salvini, leader del Carroccio, il dibattito sull’ utilizzo del bonus è una buona occasione per rilanciare il superamento della legge Fornero, cavallo di battaglia della Lega Nord. “Un presidente del Consiglio normale – ironizza Salvini – se trova “dei soldi sotto al letto” li usa per aiutare le vittime di questa legge”. Parlando ad un comizio a Valeggio sul Mincio, chiede al governo di pensare “agli esodati, ai mancati pensionati, a quelli che si son visti derubare 3-5-7 anni di vita o di pensione”. Con il miliardo e 600 milioni spuntati fuori ieri “bisognerebbe aiutare queste persone, non inventarsi altro”. Se l’ idea non piace, si potrebbe puntare alla cancellazione dell’ Imu agricola: “ma Renzi non sarebbe Renzi se lo facesse”. Camusso (Cgil): se c’ è “tesoretto” vada a creare occupazione Se c’ è un “tesoretto” deve andare agli investimenti e alla creazione di posti di lavoro. Questo il commento del segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, a margine di una manifestazione dei lavoratori delle Province a Roma. Tra le priorità suggerite da Camusso al governo anche l’ incremento delle pensioni più basse. “Il punto fondamentale – spiega la leader Cgil – è che il Def, per come è impostato, dà per scontato il mantenimento degli attuali livelli di disoccupazione e quindi si continua a riproporre la ricetta dei tagli e dell’ austerità che come abbiamo visto in questi sette anni, non porta da nessuna parte”. Confcommercio: rilanciare consumi tagliando la pressione fiscale Per Confcommercio, il Def 2015 varato dal governo “va nella giusta direzione”, ed è positivo anche lo sforzo per “non far scattare le clausole di salvaguardia nel 2016, eventualità che comporterebbe aumenti di tributi per oltre 70 miliardi di euro complessivi nel triennio”. Palazzo Chigi sembra consapevole che “maggiori tasse implicano minore crescita, la merce più preziosa per restituire un po’ di benessere alle famiglie italiane e per ridurre l’ area della povertà assoluta, ormai estesa a oltre 6 milioni di cittadini”. Per questo, il prossimo passo dovrà essere quello di destinare “eventuali e probabili risparmi sul costo del debito alla riduzione generalizzata della pressione fiscale su famiglie e imprese”. Un modo semplice e concreto per rafforzare i primi spiragli di ripresa dei consumi e dell’ economia “che si sta manifestando ancora troppo debolmente”. Scelta Civica: destinare “bonus” a una nuova detrazione fiscale per R&S Tra le voci che chiedono interventi sulla pressione fiscale si alza anche quella di Scelta Civica. Gianfranco Librandi, membro della commissione Bilancio di Montecitorio, chiede di evitare “misure spot” e di destinare il bonus “per misure strutturali come il taglio delle tasse su lavoro e impresa”. In particolare, andrebbe irrobustito il bonus ricerca, con una una detrazione fiscale aggiuntiva per gli investimenti in ricerca e sviluppo. “Può sembrare banale, ripetitivo e scontato, spiega Librandi, “ma tutto quello che “avanza” rispetto alle previsioni iniziali deve essere finalizzato a far ripartire competitività e innovazione. Codacons: con bonus aiuti alle famiglie (e alle associazioni dei consumatori) Codacons mette a fuoco un obiettivo diverso, ma sempre legato al rilancio dei consumi. Per il leader dell’ associazione dei consumatori Carlo Rienzi si tratta di usare il “bonus” per “ridare potere d’ acquisto alle famiglie per colmare l’ enorme perdita della capacità di spesa subita dai cittadini pari al -12% negli ultimi 7 anni, che ha prodotto nello stesso periodo minori consumi per 80 miliardi di euro”. Con un occhio alle finanze del movimento dei consumatori, Rienzi chiede anche di restituire una quota dei 1.600 milioni di euro alle associazioni dei consumatori, “che a causa dei provvedimenti adottati da Tremonti prima e dal governo Renzi poi, hanno subito lo scippo dei fondi provenienti dalle multe dell’ Antitrust, vedendo così ridotta la propria capacità di intervento”.
 

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