Come e quando è possibile annullare l`acquisto fatto ad una televendita
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fonte:
- Libertà
La domanda
L`altro giorno, in televisione, ho visto una presentazione con vendita di gioielli. Gli oggetti esposti mi parevano bellissimi (in oro 24 carati) e così ho telefonato ed ho comprato un collier tempestato di rubini – presentati come puri – per mia moglie pagando 120 euro. All`arrivo del pacco, ho constatato che il collier non è d`oro e non ha alcun rubino. Insomma, ho preso una fregatura: cosa posso fare? Posso recedere dal contratto?.
La risposta
Le televendite esistono ormai da molti anni in Italia, tuttavia la normativa italiana in materia è ancora piuttosto frammentaria: anche se l`art. 15 del decreto legislativo n° 185 del 22 maggio 1999 prevede espressamente un testo unico di coordinamento tra le varie normative varate in materia di televendita, questa lacuna non è stata ancora superata e il settore resta disciplinato dal decreto legislativo 50 del 15 gennaio 1992 e dallo stesso decreto 185 (che recepisce la direttiva comunitaria sui contratti a distanza). La riforma del commercio del 1998 ha previsto che le televendite debbano essere rese note con un`apposita comunicazione al comune nel quale l`esercente ha la residenza o la sede legale e che l`attività di televendita non possa iniziare prima di 30 giorni dal ricevimento di tale comunicazione. Quanto ai controlli a tutela dei consumatori, è indubbio che la vigilanza non sia facilmente attuabile da parte delle amministrazioni comunali; spetterebbe, invece, all`emittente televisiva che accetta la televendita il compito di verificare, prima della messa in onda, che il titolare dell`attività sia in possesso dei requisiti prescritti dal decreto per l`esercizio della vendita al dettaglio. In ogni caso, durante la trasmissione devono essere indicati il nome, la denominazione o la ragione sociale e la sede del venditore, il numero di iscrizione al registro delle imprese e il numero della partita Iva. Proprio a causa della difficoltà di operare una stretta vigilanza, si verificano truffe. Una garanzia di serietà per i consumatori sta nel fatto che la merce venga loro consegnata tramite rappresentanti, in modo da poterla visionare prima di pagare, avendo così la possibilità di contestare eventuali discrepanze in tempo utile: spesso, però, questo non avviene, poiché i beni vengono spediti in contrassegno postale, il che fa sì che l`acquirente debba pagare il postino prima di poter aprire il pacco. In questo caso, se ciò che si riceve è diverso o di valore inferiore rispetto a quanto concordato, si ha il diritto di recedere. Il termine per esercitare il recesso è di 10 giorni lavorativi, entro i quali si deve inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno al fine di ottenere il rimborso della merce restituita. E` questa una fase delicata, durante la quale spesso i contatti avvengono esclusivamente per telefono e le aziende poco serie mirano, attraverso telefoniste addestrate allo scopo, a tranquillizzare chi reclama prendendo tempo e facendo sfumare i giorni per esercitare il recesso. Inoltre bisogna fare bene attenzione, al momento dell`apertura del pacco, a non danneggiare l`imballaggio originale. Una volta restituita la merce, il venditore ha 30 giorni di tempo per rimborsare il cliente, ma non di rado accade che, in questo frangente, egli si renda irreperibile. Bisogna allora mirare a responsabilizzare l`emittente che ha mandato in onda la televendita. Se non pagherà il fornitore, pagherà la televisione. Per preservare il diritto al recesso bisogna, inoltre, evitare di assoggettarsi a richieste che vanificherebbero le garanzie previste dalla legge. Alcuni, infatti, non consegnano la merce a domicilio, ma chiedono ai propri clienti di ritirarla e pagarla presso un punto vendita. Se l`acquirente accetta, perde la facoltà di recedere.
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