Come difendersi quando l?avviso arriva dopo la scadenza
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fonte:
- Il Messaggero
«FA fede la data del timbro postale». Sempre che il timbro ci sia. Perché ormai le Poste italiane appongono il loro marchio solo sulla posta registrata (cioè raccomandate, assicurate e atti giudiziari), ma non sulla corrispondenza ordinaria. Una decisione lecita, visto che nessuna legge impone alle Poste di farlo, e legata a motivi tecnici, ma che ha reso la vita più difficile ai cittadini, esponendoli a vari rischi.
Basti pensare ad una bolletta della luce, del gas, dell?acqua o del telefono che venga recapitata al destinatario in ritardo, oltre la scadenza prevista per il pagamento. Senza il timbro postale che attesta la data di ricevimento, l?utente si ritrova senza l?arma fondamentale per poter provare che la colpa del ritardo con cui salderà la bolletta non è sua. E a quel punto, oltre al danno, subirà la beffa di vedersi addebitare gli interessi di mora per non aver rispettato la scadenza.
I motivi tecnici. Da marzo 2002 Poste italiane non timbra più la corrispondenza ordinaria, categoria a cui appartengono appunto i consueti avvisi di pagamento. Il motivo?
«L?abolizione del timbro invii spiegano le Poste è stata resa necessaria dall?introduzione delle procedure automatizzate (macchinari con lettori ottici, ad esempio) per lo smaltimento della corrispondenza, grazie alle quali la posta arriva all?ufficio di destinazione già suddivisa in base alle zone di recapito».
Niente timbro, dunque, perché comporterebbe tempi più lunghi nella lavorazione. certo: da un lato va considerato che le Poste hanno migliorato la qualità del servizio di consegna, garantendo nell?arco di un giorno il recapito della prioritaria (88,3 per cento dei casi nel 2005) ed entro tre giorni della posta ordinaria (94,2%), delle raccomandate (91,4%) e delle assicurate (92,6%). D?altro canto il nodo del mancato timbro postale sulle bollette resta insoluto: nei casi di ritardato recapito, inutile dirlo, può essere fonte di notevoli disagi e, naturalmente, di altrettante controversie.
Le associazioni dei consumatori. L?avvocato Francesco Luongo, responsabile nazionale del settore telecomunicazione per il Movimento difesa del cittadino ( www.mdc.it ) cita come caso emblematico quello di Natale 2005, quando l?intera comunità di San Leucio del Sannio (un paese di mille anime in provincia di Benevento) si vide recapitare la bolletta dell?energia elettrica con settimane di ritardo.
«Pochi lo sanno, ma ogni anno circa 300mila italiani restano vittime di questo disguido, soprattutto nei mesi estivi e nei periodi a ridosso delle festività, perché il personale di Poste è sotto organico per ferie».
E se Carlo Rienzi, presidente del Codacons , non esclude un ricorso al Tar del Lazio «perché dover ricorrere alla raccomandata o all?assicurata, come consigliano le Poste, per ottenere una certificazione sulla data di spedizione e consegna è una condizione inaccettabile», Antonio Bosco, responsabile settore poste e telecomunicazioni di Adiconsum , parla di luci e ombre.
«Nonostante Poste italiane abbia migliorato il servizio di consegna della corrispondenza prioritaria e ordinaria dice Bosco la mancata timbratura sulle bollette, ma soprattutto il ritardo con cui vengono recapitate, è un problema da non sottovalutare e che va risolto».
Ma che cosa possono fare i cittadini per difendersi?
«Per questo tipo di problemi, di solito i consumatori si rivolgono alla nostra associazione racconta Francesca Arnaboldi della Confconsumatori di Milano per chiedere assistenza extragiudiziale, non solo legale. In questi casi cerchiamo di raggiungere un accordo, la cosiddetta conciliazione , con l?azienda erogatrice affinché l`utente possa ottenere un pagamento dilazionato della bolletta, ma soprattutto l?annullamento della sovrattassa in quanto il ritardo nella consegna della corrispondenza non è imputabile all?utente. Va detto, però, che non sempre riusciamo a trovare l?accordo».
Per evitare inconvenienti le associazioni dei consumatori consigliano di seguire alcune regole base:
pagare le utenze tramite la banca o con bollettino postale non premarcato; controllare con puntualità la scadenza delle bollette, in particolare quelle bimestrali; chiamare il call center dell?azienda erogatrice per informazioni e reclami; contattare gli uffici recapiti delle Poste; rivolgersi ad una delle 17 associazioni che aderiscono al Cncu (Consiglio nazionale consumatori utenti www.tuttoconsumatori.it ).
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