15 Aprile 2010

Come difendersi dal rischio di ritrovarsi in tasca un gruzzolo di monete false

Come difendersi dal rischio di ritrovarsi in tasca un gruzzolo di monete false? Considerata la sempre maggiore specializzazione dei contraffattori, i consigli cambiano con il progredire delle tecniche. Dai primi esemplari acquisiti dagli investigatori emerge che i falsi pezzi da 50 centesimi, uno e due euro sono monete talvolta coniate, ma spesso anche fuse. Prendiamo ad esempio i 50 centesimi: la moneta non autentica presenta diverse discordanze con l’originale. Tanto per incominciare differisce da esso nel peso e soprattutto nella sonorità. Quella falsa è dunque impercettibilmente più leggera, e se viene lanciata in terra suona diversamente dai 50 centesimi originali. Inoltre, nella maggioranza dei casi, su una facciata la fusione è un po’ bombata e su alcuni esemplari si nota anche la mancanza di alcune stelle. Ma le dimensioni sono pressoché identiche a quelle delle monete reali, e la lega di composizione risulta nella gran parte dei casi di buona fattura. Monete ingannatrici. False, insomma, eppure capaci di somigliare in tutto a quelle coniate dalla Zecca. I più esposti sono ovviamente i commercianti. Ma il loro occhio è ormai decisamente accorto; chi rischia molto di più sono le massaie, gli anziani e i bambini. Identico il discorso per i due euro contraffatti: nessuna differenza sostanziale al tatto, che sia falsa te ne accorgi solo quando osservi con attenzone i contorni dei profili di Dante, dell’Europa stilizzata impressi sui due lati. È qui che emerge l’imitazione, anche grossolana. A colpo d’occhio, inoltre, la moneta sembra usurata: i bordi della moneta e quelli del disegno (la faccia di Dante e l’Europa) sono meno delineati, mentre il colore giallo è un po’ più scuro e granuloso; il dettaglio più evidente però resta la zigrinatura laterale, nella quale sono del tutto assenti le 6 stelle alternate al numero 2 dritto e capovolto. Il Codacons, inoltre, da tempo si batte proponendo di far diventare la moneta da due euro una banconota. «In questo modo – si legge sul sito del Codacons – al di là della possibilità di contraffazione che viene a ridursi, viene incrementato il valore percepito del due euro che, solitamente, essendo una moneta è considerato uno spicciolo quando, in realtà, proprio spicciolo non è». Il fenomeno della falsificazione delle monete da uno e due euro non è mai stato sottovalutato. Secondo i dati della Commissione europea, nel 2007 sono stati ritirati dalla circolazione più di 211 mila pezzi falsi, tra banconote e monete, il 30 per cento in più rispetto al 2006. La moneta da due euro, che ha riguardato l’85 per cento dei richiami dello scorso anno, rimane dunque la più gettonata dai falsificatori. giu. cri. 
 

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