21 Gennaio 2005

Coltivatori indipendenti nelle piazze delle città

INIZIATIVA CODACONS E FEDERCONSUMATORI


Coltivatori indipendenti nelle piazze delle città









Accordi con i produttori agricoli. Incentivazione degli acquisti ai mercati generali. Valorizzazione dei piccoli negozi che svolgono una funzione sociale. Promozione del commercio equo e solidale. Le associazioni dei consumatori da qualche mese si stanno organizzando per cercare di spuntare prezzi migliori ai consumatori e ucire dalla spirale della grande distribuzione che continua a soffocare i piccoli negozi e i produttori indipendenti. L?accesso ai mercati generali è una possibilità. «Ma non ancora abbastanza nota e trasparente – osserva Franco Conte (Codacons) – Manca la chiara indicazione del prezzo. Il grossista o chi compra grosse quantità spunta prezzi migliori. Ma chi compra pochi chili paga prezzi che si discostano ancora troppo poco da quelli dei negozi tradizionali».
Ci sono poi gli accordi con le associazioni dei coltivatori. Federconsumatori e Codacons hanno da tempo avviato una collaborazione con Cia e Coldiretti per la creazione dei cosiddetti farm market. Si tratta di individuare un?area, in una piazza centrale, in cui, a cadenza periodica e in un orario dato, i piccoli coltivatori vendono i propri prodotti di qualità. Un ritorno al passato? Parole come biologico e organico sono piuttosto la nuova frontiera del cibo di qualità. Questi «mercati», però, almeno in città devono ancora essere regolamentati.
«Il nostro obiettivo è di smascherare i trucchi dei commercianti e i meccanismi di formazione di prezzi che a volte sono di 6-10 volte superiori» denuncia Carmine Quaglia (Federconsumatori). Non è facile.
E allora si tenta la strada dell?accordo con i Comuni per la difesa di quelli che Conte definisce «negozi di nicchia sociale». Il termine nicchia non tragga in inganno. L?élite non c?entra, tutt?altro. «Si tratta di quei negozi di vicinato, di quartiere – spiega Conte – che svolgono un?insostituibile funzione sociale. Hanno costi di approvviggionamento e gestione superiori, per cui possono rischiare di sparire». Il sempre maggior numero di anziani e l?impossibilità, per molti di loro, di raggiungere i centri commerciali, impone interventi per la salvaguardia dei piccoli negozi. L?Ascom Confcommercio ha già avviato una campagna a difesa dei propri iscritti. Ma dovrebbe essere anche l?ente pubblico, secondo il Codacons, a intervenire. E? un problema sociale, prima che commerciale.
Infine il mercato equo e solidale. Qui i prezzi non c?entrano. In media sono più alti di quelli della grossa distribuzione e dei piccoli negozi. Ma la filosofia del consumo responsabile che li anima può rappresentare un?alternativa.

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