11 Agosto 2005

Coltivatori diretti all“`arrembaggio“ a Ravenna

In Italia arrivano 3,5 miliardi di chilogrammi di frutta e verdura dall`estero spesso venduti senza alcuna indicazione sulla provenienza nei banchi di vendita a danno degli imprenditori agricoli nazionali e dei consumatori. Lo afferma la Coldiretti che, nell`ambito della mobilitazione nazionale a sostegno del made in Italy, ha organizzato per oggi una manifestazione con trattori che raggiungeranno il porto di Ravenna per un “arrembaggio“ di uno dei principali scali nazionali dove sbarcano oltre due milioni di tonnellate di derrate alimentari all`anno. L`iniziativa, a sostegno dei controlli e della trasparenza, è destinata a estendersi e “vuole garantire – spiega la Coldiretti – la possibilità di fare acquisti consapevoli, al giusto prezzo, ai milioni di italiani impegnati nelle vacanze estive senza creare tuttavia disagi nella circolazione terrestre e marittima“. Lo scopo degli imprenditori agricoli della Coldiretti è di presidiare e controllare le attività di scarico per verificare il rispetto delle normative che impongono l`obbligo di indicare origine, varietà e qualità della frutta e verdura importata, ma anche l`eventuale presenza di prodotti contaminati da organismi geneticamente modificati (Ogm) e non correttamente identificati. “L`obbiettivo – dicono alla Coldiretti – è impedire la concorrenza sleale causata dall`arrivo senza controllo di prodotti alimentari di bassa qualità, provenienti da migliaia di chilometri di distanza, che vengono spacciati come Made in Italy pur non presentando le stesse garanzie di qualità, sanità, freschezza e origine“. E con la Coldiretti si schierano anche le associazioni dei consumatori: “Chi vende sul mercato italiano frutta dall`estero di cui non si conosce la provenienza commette il reato di frode in commercio“. precisano i rappresentanti dell`Intesa dei consumatori, cioè Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori. “Tenendo conto che il 20% della frutta venduta nei mercati italiani non locale“, le associazioni sottolineano l`importanza che riveste per il consumatore “sapere dove la frutta sia stata colta e con quali concimi o agrofarmaci trattata poichè in molti Paesi esteri non ci sono limitazioni e controlli adeguati“. Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, dunque, invitano le Procure della Repubblica di confine, in particolar modo quella di Ravenna, ad attuare controlli a tappeto. mercoledì 10 agosto 2005.

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