Colpite Liguria, Piemonte e Calabria
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fonte:
- Corriere Adriatico
ROMA – L`Italia stavolta ce l`ha fatta. I piani di difesa del sistema italiano sono scattati con tempestività riportando la situazione alla normalità in circa 30 minuti. Nulla a che vedere con ciò che avvenne tre anni fa quando nella notte tra il 28 e il 29 settembre la gran parte della penisola – allora responsabile dell`interruzione fu la Svizzera – rimase a luci spente per parecchie ore. Il ministro dell`Ambiente Pecoraro Scanio, torna a insistere sulla necessità di puntare su fonti di energia rinnovabili mentre l`Authority intende chiedere l`avvio di una indagine congiunta e la Procura di Torino si accinge ad aprire un fascicolo. In Piemonte la mancanza di corrente è durata tra i 20 e i 30 minuti. Sono state interessate tutte le province, dal Verbano Cusio Ossola, a Nord, al cuneese, a sud. I vigili del fuoco sono dovuti intervenire per salvare persone bloccate negli ascensori. In Liguria sono rimasti al buio anche se per pochi minuti la riviera di Levante, con Rapallo, Santa Margherita e Portofino, alcuni quartieri nel ponente di Genova. In Puglia il blackout ha interessato il Salento. Distacchi di energia anche in alcuni Comuni della Calabria. Solo sfiorate le Marche, il blackout ha riguardato la zona di Fermignano nel Pesarese. Il Codacons già invoca risarcimenti per gli utenti coinvolti. Ma il sistema italiano ha reagito bene. Appena scattato l`allarme sono stati attivati distacchi automatici per evitare che l`interruzione si allargasse. Contemporaneamente è entrata in servizio la cosiddetta “riserva fredda“, quelle centrali cioè che restano accese, ma non in produzione, proprio per sopperire a possibili cali imprevisti dell`offerta.
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