«Colpevoli di frana? Non sa quel che dice…»
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fonte:
- Gazzetta del Sud
«A dimettersi dovrebbe essere Crocetta, non certo noi». Perde la pazienda l’ ing. Luigi La Rosa, direttore tecnico dell’ Amam. «Ci sono professionisti con 30 o 40 anni di esperienza alle spalle, stiamo lavorando da 15 giorni ininterrottamente dormendo solo due ore al giorno, e nemmeno al presidente della Regione, che non è un ingegnere idraulico né un tecnico, è consentito di offendere la professionalità di chi sta cercando di risolvere i problemi che non sono stati certo creati da noi». La risposta dei vertici dell’ Azienda si attenua in serata: «Penso che Crocetta si sia lasciato trasportare dalle emozioni – afferma il presidente dell’ Amam Leonardo Termini -, è stato individuato un percorso condiviso, non ci sentiamo per nulla “commissariati”, abbiamo fatto tutto quello che era nelle nostre competenze, poi è ovvio che dei disagi chiediamo scusa alla cittadinanza. Disagi che abbiamo patito noi stessi, da messinesi. Qui nessuno sta giocando, nessuno ha sottovalutato niente, nessuno sta nascondendo niente». E La Rosa insiste: «Una frana ha rotto la condotta dell’ acquedotto. A intervenire avrebbero dovuto farlo subito la Regione e la Protezione civile, ma non certo per commissariare l’ Amam che non è responsabile del dissesto idrogeologico nella zona di Calatabiano. Noi abbiamo fatto di tutto per riparare la condotta, ma se crolla la montagna che possiamo fare? Abbiamo in carico la manutenzione della condotta ma non di un intero territorio che in settanta chilometri porta dalla provincia di Catania a Messina. Addebitarci la colpa del mancato intervento contro le frane è davvero il colmo. Siamo intervenuti subito, abbiamo riparato il tubo, poi la situazione è andata peggiorando anche a causa delle nuove piogge, e ulteriori smottamenti hanno vanificato il nostro intervento, reso oltretutto difficile nelle prime ore per effetto dell’ ordinanza interditti va emanata dal sindaco di Calatabiano. Il presidente Crocetta definisce medievale la gestione della rete idrica a Messina? Dica quel che vuole. È una rete vecchia, che si è andata modificando dagli anni Venti in poi e che è unica nel suo genere. Ève ro, le zone alte della città sono le più penalizzate ma fin quando l’ erogazione idrica era nella normalità, assicuravamo l’ acqua a tutti 24 ore su 24». La Rosa e Termini hanno preso parte alla prima puntata della nuova stagione di “Punto Franco” in onda su Rtp, inaugurata proprio dall’ intervento del presidente Crocetta. Ha partecipato anche il presidente del Codacons Franco Calabrò, il quale ha preannunziato l’ indizione di una “class action” perché i messinesi vengano risarciti delle sofferenze e dei danni subiti in questi giorni di perdurante emergen za.4(l.d.) Al Centro operativo comunale dell’ Autoparco è un continuo via vai. Le riunioni per programmare la distribuzione dell’ acqua si susseguono, si prova ad accontentare tutti. Telefono in mano, appena squilla è quasi sempre un’ autobotte disponibile. Eccola, sono le 17:45. Uno sguardo al foglio con le priorità, uno al corridoio dove è appena rientrata una pattuglia della Polizia municipale ed è in attesa della prossima uscita. Che arriva subito. Le 17:48, gli uomini sono già sulle motociclette: un’ autobotte del Corpo Forestale ha caricato l’ acqua a Mili e deve portarla al Don Orione. C’ è bisogno della scorta «perché la necessità e i disagi possono provocare anche situazioni da far west». Appuntamento di fronte il Tribunale dei minori, in viale Europa. L’«aggancio» alle 18:04, il tempo di concordare il percorso e via. Ma dieci metri dopo, all’ altezza della rotonda Boris Giuliano, la chiamata dalla centrale. «Priorità a Minissale, un’ altra autobotte ha chiesto sostegno». Gli agenti si sganciano e in meno di 5 minuti arrivano nella salita per Valleverde. L’ autobotte è una dell’ autoparco comunale. Gli autisti l’ hanno fermata per dare l’ acqua agli abitanti della zona, ma qualcu.
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