11 Gennaio 2012

Colosseo,sui restauri firmati Tod’ s ricorsi e polemiche   

Colosseo,sui restauri firmati Tod’ s ricorsi e polemiche 
 

Nome Flavio, cognome Anfiteatro,
nomedi battaglia Colosseo, professione
monumento celeberrimo nel
mondo, che rischia di diventare famigerato:
riesplodono le polemiche
sul contratto di sponsorizzazione
di Diego Della Valle per i lavori di
restauro dell’antico circo capitolino
dei gladiatori.
Sollecitato da una denuncia del
Codacons, l’Antitrust ha inviato al
commissario straordinario per il sito
archeologico una serie di rilievi e di
quesiti, alcuni non privi di fondamento,
proprio su questo accordo
che prevede l’erogazione di 25milioni
di euro da parte della ditta Tod’s.
Non si tratta di un parere definitivo –
il ministero dei Beni e delle Attività
culturali ha 60 giorni per replicare-,
tuttavia la comunicazione dell’autorità
garante per la concorrenza arriva,
puntuale come una maledizione,
a pochi giorni da una sentenza del
Tar, dove pende un analogo ricorso
del Codacons: se la sentenza sospendesse
il contratto con Della Valle rimandando
tutto al Consiglio di Stato,
i lavori di restauro sarebbero bloccati.
Le osservazioni non appaiono tutte
egualmente convincenti: l’Antitrust
sottolineacomenel caso del Colosseo
lo sponsor non si sia assunto
«la responsabilità del completamento
dell’attività di progettazione e direzione
dei lavori, il coordinamento
della sicurezza, l’appalto a terzi o
l’esecuzione diretta dei lavori, anche
mediante imprese esecutrici dei
lavori», come prevederebbe la normativa
sulle sponsorizzazioni.Unrilievo
incongruo nel caso diunmonumento
la cui tutela e cura sono del
ministero. Quanti vorrebbero fosse
lo sponsor a decidere da chi e come
siano fatti i lavori in un luogo come
il Colosseo?
Più cogenti appaiono invece le osservazioni
sulmodoin cui è stato negoziato
l’accordo che, dopo un bando
andato deserto, è avvenuto per
«procedura negoziata», cioè diretta,
con sole tre aziende: Rayanair, Finit
e Tod’s.Dauna parte i garanti segnalano
che «l’accordo prevede una durata
del periodo di sfruttamento dei
diritti ben superiore ai limiti introdotti
dall’Avviso».
DIRITTI PROLUNGATI
In sostanza il contratto prevederebbe
per Della Valle maggiori vantaggi
di quanti non ne concedesse il bando.
Inoltre, l’Antitrust nota che dopo
aver ricevuto l’offerta di Della Valle
il ministero ha concesso solo 48 ore
alle altre due aziende per presentare
la contro-offerta, davvero un po’ posi è fatta attendere la risposta di Roberto
Cecchi, oggi sottosegretario ai
Beni e Attività Culturali, ma al tempo
tra i fautori dell’accordo come
Commissario straordinario per
l’area archeologica di Roma e Ostia:
«Sono nel giusto. Con il Colosseo abbiamo
aperto una nuova strada per
creare una norma nella materia. E il
nostro modello è stato ripreso per la
legge su Pompei», ha replicato sicuro
di sé. Per la cronaca, una legge
che ha causato non poche perplessità
e polemiche. «Tod’s chiedeva una
risposta immediata. E non c’era tempo
da perdere. Da qui le 48 ore», ha
concluso Cecchi.
Sono parole che mostrano bene
comela normativa sulle sponsorizzazioni
a favore del patrimonio artistico
sia carente ecomenegli ultimi dieci
anni, in un clima di feroci tagli ai
finanziamenti per la cultura, abbia
dato luogo a soluzioni non sempre
pienamente trasparenti e condivisibili.
Nel caso specifico, comeha rammentato
il coordinatore del settore
Cultura del Pd, Matteo Orfini, «Francesco
Giro allora sottosegretario e
Gianni Alemanno sindaco di Roma
hanno forzato l’amministrazione
(cioè il ministero, ndr) a una procedura
d’urgenza senza darle il tempo
di misurare le modalità del bando».
Il tutto per poter sbandierare un risultato
a detta di molti risicato, infatti
i 25 milioni di euro di Della Valle
sarebbero pochi per il ritorno di immagine
che ne scaturisce. Resta tuttavia
che questa è l’unica grossa
sponsorizzazione indirizzata verso i
beni culturali, e mentre i piccoli crolli
di questi giorni fanno grande scalpore
sui giornali, il Colosseo soffre
per un urgente bisogno di restauri

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