1 Agosto 2013

Colosseo, via libera ai restauri parte il cantiere firmato Tod’ s

Colosseo, via libera ai restauri parte il cantiere firmato Tod’ s

ROMA – Via libera dal Consiglio di Stato al restauro del Colosseo targato Tod’ s. A due anni e mezzo dall’ annuncio ufficiale del finanziamento da 25 milioni di euro del gruppo di Diego Della Valle, si è chiuso il secondo round della querelle giudiziaria che dal novembre 2011 ha visto il Codacons opporsi alla sponsorizzazione prima con un ricorso al Tar, bocciato il 3 luglio 2012, poi con l’ appello al Consiglio di Stato. I giudici di Palazzo Spada hanno ribadito ieri come l’ associazione dei consumatori – che contestava le procedure di affidamento e la presunta incongruità fra il finanziamento e lo sfruttamento commerciale dell’ operazione da parte di Tod’ s – fosse «privo di legittimazione a ricorrere», sia come associazione a tutela dell’ ambiente che come sigla a tutela dei consumatori. «Una buona notizia per Roma » ha commentato via Twitter il sindaco Ignazio Marino, che sabato inaugurerà la chiusura al traffico privato del tratto di viadei Fori Imperiali più vicino al Colosseo, proprio per liberare dalle auto uno dei monumenti più famosi al mondo. Il primo passo della pedonalizzazione che dovrà valorizzare l’ area archeologica centrale di Roma, di cui l’ Anfiteatro Flavio è la punta di diamante. Ma all’ ottimismo di Marino si contrappone la cautela del ministero dei Beni culturali. Non solo perché il Codacons ha già annunciato che impugnerà in Cassazione la sentenza del Consiglio di Stato. Non solo perché la procura di Roma nei giorni scorsi ha aperto un fascicolo per verificare la regolarità del contratto di sponsorizzazione. Soprattutto perché c’ è un’ altra battaglia giudiziaria ancora irrisolta, su cui i giudici amministrativi ieri non si sono pronunciati. Una battaglia che non mette a rischio il finanziamento da 25 milioni dieuro, ma potrebbe cambiare le carte in tavola per quanto riguarda lo svolgimento dei lavori. È la controversia fra la ditta Gherardi, vincitrice della gara per la prima tranche di lavori da circa 8 milioni di euro (6,5 col ribasso d’ asta), e la Lucci, seconda classificata, che contesta l’ aggiudicazione dell’ appalto. Anche qui si è arrivati in secondo grado, dopo che il Tar aveva bocciato il ricorso della Lucci e accolto, invece, quello della Gherardi, che dopo l’ aggiudicazione era stata esclusa dalla gara dalla Soprintendenza ai Beni archeologici per non aver prodotto in tempo parte della documentazione necessaria. Ieri il Consiglio di Stato ha rimesso ad adunanza plenaria la decisione sull’ appello presentato dalla Lucci, come accade nei casi più controversi. Potrebbero, insomma, volerci mesi prima di conoscere la decisione definitiva. Per questo, ministero e soprintendenza non si sbilanciano sul calendario dei lavori, anche se di fatto l’ allestimento del cantiere è iniziato due settimane fa. Il Mibac, infatti, ha dovuto consegnare l’ area alla Gherardi, visto che il Consiglio di Stato a marzo non aveva autorizzato la sospensiva dei lavori chiesta dalla Lucci. Si procederà con la precantierizzazione (il solo allestimento dei ponteggi richiederà 40 giorni), attendendo nel frattempo che gli ultimi nodi vengano sciolti. Il Codacons intantoavverte: «Se i lavori cominceranno prima dei pronunciamenti della Cassazione e del Consiglio di Stato, chi di dovere dovrà assumersi le sue responsabilità».© RIPRODUZIONE RISERVATA.
sara grattoggi

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