12 Gennaio 2012

Colosseo, restauro a ostacoli due inchieste frenano l’avvio

Colosseo, restauro a ostacoli due inchieste frenano l’avvio

ROMA – Sul progetto di restauro del Colosseo pende un’ inchiesta della Procura di Roma. Anzi due. Anche la Corte dei conti vuole vederci chiaro e ha affidato l’ incarico al magistrato Maria Letizia Golfieri. Ipotesi di reato: abuso d’ ufficio contro ignoti. La gara andò deserta e la sponsorizzazione dei lavori di restyling dell’ Anfiteatro Flavio furono affidati dall’ allora commissario alle Aree archeologiche Roberto Cecchi all’ imprenditore Diego Della Valle.Ad avviare la doppia inchiesta è stato un esposto presentato dal segretario della Uilbac, Cerasoli, ascoltato nelle scorse settimane insieme ad altri rappresentanti del sindacato. Accuse pesanti: illegittimità, procedure violate, «assenza di qualsiasi parere del comitato tecnico scientifico». Un regalo alla Tod’ s disposta a investire 25 milioni di euro per un business che ne varrebbe, secondo il sindacato, almeno 200. Analogo il senso dell’ esposto presentato dal Codacons sul quale il Tar del Lazio si esprimerà il prossimo 25 gennaio. A minare il contratto siglato tra Della Valle e il ministero – diritto in esclusiva in Italia e all’ estero dell’ immagine per 15 anni – ci si è messo anche l’ Antitrust. Il ministero avrà ora 60 giorni di tempo per presentare le sue controdeduzioni. Il Colosseo intanto aspetta. Avrebbe bisogno di un intervento immediato. La manutenzione lascia a desiderare: ogni tanto si stacca un pezzo. «Questa è una vicenda che riguarda il Mibac ma vista dall’ esterno francamente mi sembra una follia – sbotta il sindaco Alemanno, stufo dello stillicidio -. Sono stanco di questa operazione vergognosa, che fa saltare la sponsorizzazione per restaurare il monumento più importante del mondo». E ancora, salendo di qualche decibel: «Lasciateci restaurare il Colosseo! Cosa volete fare? Volete farlo cadere a pezzi? A furia di Tar, Antitrust, Procure, Corte dei Conti? Vogliamo far sì che il consorzio privato si riprenda i 25 milioni di euro e ci saluti?». E Della Valle? Ieri pomeriggio l’ imprenditore era a Roma di ritorno da Parigi. É possibile che oggi veda il ministro ai Beni culturali Lorenzo Ornaghi. Il patron della Tod’ s è infastidito che il suo nome e quello della sua azienda, impegnata a investire 25 milioni «senza alcun ritorno né tantomeno speculazioni commerciali», sia accostato a questa polemica, e per i toni usati. É possibile che oggi lo dica pubblicamente consapevole che quanto è stato fatto in accordo con il ministero e la sovrintendenza «sia stato fatto in modo corretto e trasparente».É quello che Cecchi pensa di aver fatto. «Abbiamo agito con la massima correttezza per l’ interesse pubblico», sostiene l’ allora commissario, oggi sottosegretario ai Beni culturali. In quanto alle inchieste «sono sereno dice al momento non ho ricevuto alcuna comunicazione dall’ autorità giudiziaria, ma qualora la ricevessi collaborerò con il massimo impegno». «Accordo segreto? Non mi sembra, andatevi a rileggere il Messaggero del 5 aprile», ribadisce la correttezza delle procedure anche l’ ex sottosegretario Francesco Giro. Il Pd spara a zero: «Purtroppo per i romani e per la reputazione della nostra città ormai dove c’ è lo zampino di Alemanno c’ è anche uno scandalo». Il Codacons chiede «un incontro urgente al ministro». E in mezzo al groviglio di accuse e ricorsi succede anche la Uil nazionale di Roma e del Lazio sconfessi la Uil ministeriale: «Siamo favorevoli al restauro, non vorremmo che l’ unico risultato fosse ora la perdita di un investimento da 25 milioni di euro». Le conclusioni(amare) le tira il comico Maurizio Battista: «Il Colosseo? Leviamolo, ci occupa tutta la piazza, che invece ci consentirebbe di circolare meglio…». RIPRODUZIONE RISERVATA.

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