12 Gennaio 2012

Colosseo, Procura e Corte dei conti indagano sull’ accordo

Colosseo, Procura e Corte dei conti indagano sull’ accordo

Roma Non solo Tar e Antitrust. A due mesi dal previsto avvio dei lavori, annunciati per marzo, sull’ accordo per il restauro del Colosseo siglato un anno fa con il patron della Tod’ s Diego Della Valle indagano la Procura della Repubblica di Roma e la Corte dei Conti, che hanno aperto un fascicolo sulla base di un esposto presentato dalla Uil. Un’ indagine ancora ai primi passi, al momento senza ipotesi di reato. Anche se nel caso, si apprende da Piazzale Clodio, la Procura di Roma, potrebbe configurare l’ ipotesi di abuso d’ ufficio. Al vaglio degli inquirenti i termini dell’ intesa siglata dall’ allora commissario straordinario per l’ Archeologia di Roma Roberto Cecchi, che oggi è sottosegretario al ministero dei Beni Culturali e che firmò l’ accordo insieme con la soprintendente Anna Maria Moretti. Cecchi, che già qualche giorno fa, quando il Codacons rese noti i rilievi dell’ Antitrust, si era detto convinto della validità dell’ operazione, non cambia atteggiamento: «Sono sereno e convinto di aver agito nell’ interesse pubblico», dice. Ma per il governo Monti si potrebbe profilare una nuova grana da sbrogliare. Aperta sulla base dell’ esposto presentato la scorsa primavera della Uil dei beni culturali, l’ indagine della Procura è affidata alla pm Maria Letizia Golfieri. Un altro analogo fascicolo è stato aperto alla Corte dei Conti. Il sindacato, che già dai giorni subito successivi alla firma con Della Valle aveva stigmatizzato l’ accordo accusando il ministero di aver «dismesso» il monumento icona del patrimonio italiano, è stato ascoltato settimane fa. Nei prossimi giorni, invece, dovrebbe arrivare il turno del sottosegretario Cecchi. Infuriato il sindaco di Roma Gianni Alemanno, che già nei giorni scorsi aveva usato toni duri a difesa dei restauri previsti per l’ Anfiteatro Flavio e che oggi torna a tuonare contro quella che definisce «un’ operazione continua, vergognosa, che fa saltare la sponsorizzazione per restaurare il monumento più importante del mondo. Lasciateci restaurare il Colosseo. Cosa volete fare? Volete farlo cadere a pezzi, A furia di Tar, Antitrust, Procure, Corte dei conti? Vogliamo far sì che i privati si riprendano i 25 milioni e ci salutino?».

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