11 Marzo 2019

Colosseo più caro: il biglietto aumenta a 16 euro

 

Dal 1 novembre visitare il Parco archeologico del Colosseo costerà di più. La tariffa del biglietto base, che comprende Colosseo, Foro romano e Palatino, sarà portata a 16 euro, rispetto agli attuali 12, con un incremento del 33%. La decisione fa parte della nuova politica di ticketing disposta dopo l’analisi dei flussi turistici e la comparazione con i costi d’ingresso dei principali siti culturali mondiali. La prima novità ha preso il via già da oggi. Si tratta del biglietto a 16 euro che comprende la visita al solo Foro romano e Palatino e ai siti speciali. Il nuovo ticket permetterà così un ingresso differenziato all’area archeologica anche nei giorni in cui il Colosseo ha raggiunto la capienza massima consentita di 3 mila visitatori. Limite che Foro e Palatino non hanno.

Il biglietto, della durata di un giorno, si aggiunge a quello attualmente esistente del costo di 12 euro. Dal 1 novembre saranno quindi tre i ticket disponibili: il biglietto basic da 16 euro che comprende Colosseo, Foro e Palatino, il biglietto Foro Palatino Super, sempre da 16 euro, e il biglietto Full Experience che comprende tutti i siti e dura 2 giorni. La decisione è stata motivata dalla direttrice del Parco archeologico Alfonsina Russo sulla base di diversi fattori. Primo fra tutti la rilevanza del Colosseo che si classifica al quarto posto tra i siti più visitati al mondo e costituisce la maggior attrattiva culturale italiana.

In dieci anni, dal 2009 al 2018, sono stati 60 milioni i turisti entrati all’Anfiteatro Flavio, lo 0,8% della popolazione mondiale. Eppure il prezzo del biglietto, che non aumentava dal 2008, è inferiore a quello dei principali siti mondiali, europei, italiani e anche romani. «Il gap, fra valore percepito dai visitatori e prezzo sottostimato, lascia spazio a fenomeni di intermediazione illegali o semi-illegali», ha sottolineato la direttrice. Non si sono fatte attendere le polemiche. «L’incremento tariffario del +33% è senza dubbio abnorme, e ci chiediamo come saranno utilizzati i maggiori proventi derivanti dall’aumento del biglietto – ha detto il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – Ci auguriamo che le risorse derivanti dagli ingressi siano interamente utilizzati per migliorare l’offerta culturale della capitale, e non vadano in tasca a soggetti privati o utilizzati per fini diversi».

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