11 Gennaio 2012

Colosseo, la Uil avverte "Ora le indagini di Procura e Corte dei Conti"   

Colosseo, la Uil avverte "Ora le indagini di Procura e Corte dei Conti" 
 

 
Non accenna a placarsi la lotta a colpi di ricorsi e polemiche sui lavori di restauro dell’ anfiteatro Flavio. Sull’ accordo firmato con Diego della Valle per il restauro del Colosseo, indagherebbero la Procura di Roma e la Corte dei Conti, secondo quanto dichiarato dalla Uil . Per il sindacato, che all’ indomani della convenzione siglata dall’ allora commissario straordinario Roberto Cecchi, oggi sottosegretario del ministero dei Beni culturali, aveva presentato un esposto alla magistratura, la Procura di Roma, "Ha aperto un fascicolo (n.51108) ed il Procuratore Capo ha affidato l’ incarico di seguire l’ esposto denuncia al Magistrato Maria Letizia Golfieri. Analogo fascicolo è stato aperto dalla Procura della Corte dei Conti". I rappresentanti del sindacato sono stati ascoltati nelle scorse settimane. E anche il sottosegretario Roberto Cecchi verrà sentito in questi giorni. Sulla vicenda, su segnalazione del Codacons e anche della Uil, stanno lavorando anche gli uffici del Tar e dell’ Antitrust. Proprio nei giorni scorsi, l’ associazione dei consumatori aveva reso note le osservazioni inviate dall’ Authority al ministero . Tutto secondo le regole, aveva replicato Cecchi, che avrà 60 giorni per rispondere alle osservazioni Antitrust. A fargli eco anche il gruppo Tod’ s, che in un documento anticipato da Affaritaliani sottolineava come "Pur essendo del tutto estraneo alla vicenda" e nonostante ad esso non sia stato mosso "alcun rilievo": "Il comportamento del commissario è stato di assoluta chiarezza e correttezza; il supposto sfruttamento commerciale è un fatto che non sussiste e assolutamente contrario allo spirito dell’ iniziativa – come del resto ribadito in una lettera del 4 aprile 2011 – ; il gruppo ha già depositato una fideiussione di dieci milioni di euro per finanziare una prima tranche dei lavori di restauro" . Ma la Uil ricorda che aveva chiesto di fare luce "sulle eventuali responsabilità penali ed erariali relativamente alla convenzione "segreta" concernente il cosiddetto restauro del Colosseo" e sottolinea che "a tutt’ oggi ancora non risulta pubblicato nessun documento da parte della gestione Commissariale e del Mibac". Nel denunciare l’ accordo del 21 gennaio 2010 la Uil chiedeva anche di accertare "l’ attività posta in essere dal Commissario Delegato ed in parte dalla stessa Soprintendenza", sollevando interrogativi, aggiunge oggi il sindacato, "ripresi dall’ Antitrust sulla legittimità". Secondo il sindacato l’ accordo con la Tod’ s "rappresenta una dismissione del Colosseo e su questo non c’ è mai stato un qualsiasi parere del Comitato tecnico scientifico dei beni archeologici". La Segreteria Nazionale nel denunciare l’ accordo del 21 gennaio 2011 chiedeva di "accertare l’ attività posta in essere dal Commissario Delegato ed in parte dalla stessa Soprintendenza, sollevando interrogativi, oggi ripresi anche dall’ Antitrust sulla legittimità". In particolare la Uilbac denunciava: " L’ impossibilità da parte del Mibac di poter ancora disporre del Colosseo dopo l’ episodio che aveva visto coinvolta una importante casa automobilistica poiché in base all’ accordo stipulato il 21 gennaio 2011 tra il Commissario Roberto Cecchi, la Soprintendenza e la Tod’ s, di fatto i diritti circa l’ utilizzo del Colosseo sono stati ceduti . L’ episodio – si legge in una nota – dimostrò come l’ accordo realizzato costituisse legittimamente per la Tod’ s un affare a fronte dell’ impegno a versare la sponsorizzazione di 25 milioni di euro,anche se lo stesso Della Valle dichiarò in conferenza stampa che ‘non faceva beneficienza’". Secondo il sindacato l’ accordo "costituiva una errata e grave sottovalutazione fatta dal Commissario Delegato ed eventualmente dalla Soprintendenza Archeologia di Roma circa la valutazione economica di un accordo che qualsiasi economista valuta superiore ad oltre 200 milioni di euro considerando l’ esclusività concessa e la durata superiore ai 15 anni con un piano di comunicazione e di commercializzazione utilizzabile in tutto il mondo ". L’ accordo siglato di fatto, a giudizio della Uilbac "ha rappresentato una dismissione del Colosseo e su questo non c’ è mai stato un qualsiasi parere del Comitato Tecnico scientifico dei Beni Archeologici di cui all’ art. 14 del Dpr 233/2007 per l’ approvazione del piano degli interventi e sui singoli progetti presentati dal Commissario". Nel frattempo anche il Codacons, a seguito del parere dell’ Antitrust e delle indagini aperte dalla Procura di Roma e dalla Corte dei Conti in merito ai lavori di restauro del Colosseo, "ha inviato una richiesta di incontro urgente al ministro dei Beni Culturali, Lorenzo Ornaghi . Abbiamo chiesto al Ministro un incontro urgente con il Codacons, per discutere delle ultime vicende relative al Colosseo, e per evitare il blocco dei lavori di restauro – spiega il presidente Carlo Rienzi – È indispensabile, anche in vista del ricorso pendente al Tar del Lazio, rivedere l’ affidamento dei lavori al gruppo Tod’ s, in modo da far partecipare altri soggetti alla gara e diminuire la durata temporale dei diritti di sfruttamento sull’ immagine del Colosseo in favore di privati". "Solo così – prosegue Rienzi – si potrà evitare il blocco dei lavori e l’ annullamento dell’ accordo con il gruppo Tod’ s". Intervistato nel merito della questione, Alemanno si è detto "indignato" . "Questa è una notizia data da un sindacato", ha sottolineato Alemanno, "vedremo se è vera è chiaro che la Procura o la Corte dei Conti hanno tutto il diritto di indagare. Questa è una vicenda che riguarda il Mibac e tutta la procedura che è stata fatta, ma mi sembra francamente una follia. C’ è una sponsorizzazione per 25 milioni di euro, per la prima volta viene fatta un’ evidenza pubblica: lasciateci restaurare il Colosseo -ha proseguito il sindaco- fate in modo che il ministero possa restaurare questo monumento". "Qual è l’ obiettivo? -si è chiesto Alemanno- volete che cada a pezzi a furia di Tar, Antitrust, Procura e Corte dei Conti? Vogliamo farsì che lo sponsor si riprenda i 25 milioni? Se questo è l’ obiettivo lo si dica francamente. Sono indignato da questa operazione continua e vergognosa per far saltare la sponsorizzazione -ha concluso- che ci permette il restauro del monumento più importante del mondo con i soldi privati".

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