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9 Agosto 2016

Colosseo, la Corte dei Conti boccia il restauro di Della Valle

Colosseo, la Corte dei Conti boccia il restauro di Della Valle

La Corte dei Conti fa le pulci al restauro del Colosseo targato Tod’ s. I giudici contabili non sono soddisfatti né dei tempi dei lavori, ritenuti troppo più lunghi del previsto, né dell’ eccessivo ritorno d’ immagine del simbolo di Roma al gruppo di Diego Della Valle. Venticinque milioni in tre tranche la spesa a carico dell’ imprenditore nel più importante recupero privato di un bene pubblico. Ma dopo le critiche dell’ Antitrust, del Codacons e dalla Uil cultura – che nel 2012 stavano per far desistere Della Valle dal suo impegno – ora ci sono le bacchettate della Corte dei Conti. Vengono infatti evidenziate «perplessità sotto il profilo dell’ economicità dell’ operazione» e «una situazione di notevole ritardo nell’ avvio della nuova fase di lavori». Per l’ organo di controllo della magistratura contabile, poi, sono tante le «perplessità per la quantità e la durata dei diritti (in prevalenza diritti d’ uso di immagini, spazi e informazioni) concessi allo sponsor e alla istituenda associazione Amici del Colosseo, di diretta emanazione dello stesso». Di qui l’ invito «all’ amministrazione pubblica di dare impulso, in considerazione dei notevoli ritardi accumulatisi, all’ attività di progettazione ed esecuzione dei lavori e di vigilare in ordine al rispetto dei tempi previsti». La prima tranche di lavori conservativi dell’ Anfiteatro Flavio è stata inaugurata lo scorso 1 luglio con reciproca soddisfazione di Della Valle e del governo, il premier Renzi e il ministro ai Beni culturali Franceschini in testa. Ma secondo la Corte dei Conti «la partnership pubblico-privato va migliorata. Così si rischiano sprechi. Le sponsorizzazioni oltre che poche rispetto alle necessità esistenti, sono state, inoltre, occasionali e per lo più frutto delle proposte di operatori privati». Il restauro, iniziato 3 anni fa e già costato 8 milioni di euro (due meno del previsto) prevede altre due tranche: 10 milioni preventivati per gli interventi sui prospetti esterni, che sono stati ultimati; 10 per il restauro interno degli ipogei, del piano terra e del primo ordine (diviso in due appalti) e 5 per la creazione di un centro servizi. Si ipotizzavano 15 anni di cantiere che sembrano però destinati a diventare 20. Il risultato, dunque, stigmatizza la Corte dei Conti è «che, a fronte di una esclusiva sicuramente ultraventennale, il corrispettivo pagato dallo sponsor ammonta a euro 1.250.000 ad anno». E se per il Colosseo ci si limita, come dicevamo, a un invito a un maggiore controllo per il futuro c’ è la richiesta alle Camere di una legge «che tenga conto delle peculiarità delle sponsorizzazioni “culturali”, soprattutto con la determinazione di un contenuto contrattuale minimo ed inderogabile» e la raccomandazione affinché le amministrazioni, anche attraverso la giusta pubblicità, si attivino per attrarre capitali. La Tod’ s intanto replica alle critiche: «Sui lavori per il centro servizi del Colosseo c’ è stato uno slittamento, ma supponiamo che il bando verrà realizzato entro il 2016 e l’ opera completata entro due anni». BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
grazia longo
 

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