31 Luglio 2012

Colosseo, il Codacons fa ricorso al Cds contro la sponsorizzazione di Tod’ s

Colosseo, il Codacons fa ricorso al Cds contro la sponsorizzazione di Tod’ s

ROMA – Il Codacons ha ufficialmente presentato ricorso d’ appello al Consiglio di Stato contro la decisione del Tar del Lazio relativa ai lavori di restauro del Colosseo. L’ associazione contesta in particolar modo la pronuncia del Tar in merito alla legittimazione del Codacons, ma anche la procedura seguita per l’ affidamento della sponsorizzazione a Tod’ s, che non ha lasciato spazio alla concorrenza di altri soggetti. Si legge nel ricorso: “Il Tar del Lazio di Roma con una decisione ‘pilatesca’ motiva l’ inammissibilita’ dell’ appello su di una vera e propria ‘distorsione’ dei fatti di causa, ossia sulla presunta carenza della finalita’ statutarie legittimanti l’ esperita azione e, per altro verso, sull’ assenza di disposizioni di legge che consentirebbero – non rientrando la fattispecie sottoposta all’ esame del Collegio tra quelle ambientali – di adire il Ga, come se non fosse stato dedotto che il contratto di sponsorizzazione e il presupposto bando hanno a oggetto la restaurazione di un patrimonio mondiale, alla cui tutela e’ naturalmente preposto il Codacons”. E ancora: “Semplicemente rileggendo gli atti di causa di primo grado, si comprendera’ il completo travisamento da parte del Collegio- scrive il Codacons- delle domande formulate e del bene della vita da tutelare, ossia proprio l’ Anfiteatro Flavio inteso come patrimonio storico artistico, seppur con gli innegabili riflessi in punto di danno all’ erario (…). Pertanto, soprattutto alla luce della richiamata giurisprudenza, quel che si deve registrare e’ un orientamento legislativo e giurisprudenziale che vede nel momento della tutela della storia, dei monumenti storici e paesaggistici un momento importante e qualificante il bene ambientale. Attesa, pertanto, la sopra meglio specificata contraddittorieta’ e illogicita’ della accertata ‘inammissibilita” del ricorso introduttivo, si chiede l’ accoglimento delle domande tutte formulate nel corso del giudizio di primo grado e per l’ effetto in accoglimento del presente appello l’ integrale della riforma della sentenza impugnata con conseguente annullamento del contratto di sponsorizzazione e del presupposto bando”. Il Codacons torna poi a contestare la procedura seguita per l’ affidamento dei lavori al Gruppo Tod’ s. Si legge nell’ appello: “La procedura e’ palesemente viziata: a) nella sua fase propositiva (ovvero: il commissario delegato in scadenza di mandato non si poteva impegnare con un atto straordinario ultradecennale e tanto meno poteva impegnare il ministero che ha omesso ogni tipo di controllo e vigilanza); b) nella fase precedente la sua conclusione, ovvero la tempistica di valutazione dei progetti presentati (appena 48 ore per ripresentare i progetti; c) nella fase conclusiva della formalizzazione della sponsorizzazione (come rilevato, la sponsorizzazione, si e’ posta ben al di la’ dell’ originario bando) (…) laddove pur essendo state dichiarate inammissibili tutte le offerte presentate in riferimento alla prima procedura ristretta, ma contestualmente si e’ stabilito di procedere all’ esperimento di procedura negoziata, non v’ e’ stata estensione alle imprese gia’ partecipanti alla prima, mancando cosi’ l’ apertura del confronto concorrenziale non solo a soggetti esterni, ma anche a quelli che dovevano parteciparvi di diritto”. Sulla base di tali motivazioni il Codacons ha chiesto ai giudici del Cds “la riforma integrale della sentenza impugnata con conseguente annullamento della sponsorizzazione e del presupposto bando originariamente impugnati, provvedendo anche mediante nomina di commissario ad acta a indire una nuova procedura ai fini dell’ affidamento dei lavori di ristrutturazione e, in subordine, riesaminare le proposte pervenute e non ritenute idonee”. 31 luglio 2012 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte “Agenzia Dire” e l’ indirizzo “www.dire.it”

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