9 Agosto 2016

Colosseo, dubbi sul restauro Tod’ s

Colosseo, dubbi sul restauro Tod’ s
la corte dei conti esprime «perplessità» sui diritti allo sponsor

Francesca Mariani • Non c’ è pace per i lavori del restauro del Colosseo. Dopo due annidi contese, a suon di ricorsi al Tar e Consiglio di Stato, il primo grande intervento di mecenatismo del Terzo Millenio, ovvero il restauro del monumento più famoso al mondo ad opera del gruppo Tod’ s di Diego della Valle, sembrava aver trovato pace nel 2013, venne respinto l’ ennesimo ricorso Codacons. E invece, a ridosso di Ferragosto, di tre anni dopo è la Corte dei conti ad esprimere «perplessità sotto il profilo dell’ economicità dell’ operazione e sui notevoli ritardi nell’ avvio di alcuni lavori». In particolare nella relazione del 4 agosto dei magistrati contabili sulle «iniziative di partenariato pubblico -privato nei processi di realizzazione dei beni culturali» si evidenza «una situazione di notevole ritardo nell’ avvio dei lavori relativi alla realizzazione di un centro servizi, al restauro dei sotterranei e degli ambulacri, nonché all’ adeguamento impiantistico». Il punto «critico», secondo la Corte dei conti, è la quantità dei diritti (in prevalenza diritti d’ uso di immagini, spazi e informazioni) concessi allo sponsor e alla istituenda associazione «Amici del Colosseo», di diretta emanazione dello stesso. Il bando di gara tuttavia aveva espressamente previsto che «i diritti d’ uso fossero concessi per la durata dei lavori e non per periodi ulteriori». Diversamente, «nel contratto stipulato – si legge nella relazione – si stabilisce, per un verso, che i diritti dello spon sor si protraggono per i due anni successivi alla conclusione dei lavori, allo stato completati in minima parte, senza che ciò comporti corrispettivi aggiuntivi al contributo e, per l’ altro, che quelli concessi all’ associazione avranno una durata di 15 anni a partire dalla data della sua costituzione (di cui non si ha notizia) eventualmente prorogabili: con il risultato che, afronte di un’ esclusiva sicuramente ultraventennale, il corrispettivo pagato dallo sponsor am monta a un milione 250 mila euro l’ anno, (ovvero i 25 milioni dieu ro totali offerti dallo sponsor per il tempo della durata dei diritti concessi all’ associazione). La Corte dei Conti dunque raccomanda «all’ amministrazione di dare impulso, in considerazione dei notevoli ritardi accumulatisi, all’ attività di progettazione ed esecuzione dei lavori e di vigilare in ordine al rispetto dei tempi previsti». Puntuale la replica del gruppo Tod’ s: «Sui lavori per il centro servizi del Colosseo c’ è stato uno slittamento, ma il bando sarà fatto entro il 2016 e l’ opera completata entro due anni. Come sponsor non entriamo nel merito – riferisce una nota del gruppo -noi ci limitiamo a pagare i fornitori per lavori di qualità, la polemica riguarda più l’ amministrazione. Solo il mese scorso è stato presentato il restauro dei prospetti esterni del monumento, ora è partito il bando per gli ipogei, entro dicembre ci sarà l’ aggiudicazione, poi i lavori partiranno a primavera per concludersi in 16-18 mesi. La contestazione riguarda il bando sul centro servizi che doveva partire prima degli ipogei, ma è cambiata una legge e si è preferito rifare il progetto. C’ è stato uno slittamento, un ritardo di qualche mese, ma stiamo parlando di dettagli. Il bando dovrebbe essere fatto entro l’ anno, poi ci vorranno due anni per i lavori».
 

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