6 Luglio 2012

COLOSSEO: DELLA VALLE SCRIVE AL CODACONS MINACCIANDO AZIONI DI RISARCIMENTO PER DANNI ALLA SUA IMMAGINE

    COLOSSEO: DELLA VALLE SCRIVE AL CODACONS MINACCIANDO AZIONI DI RISARCIMENTO PER DANNI ALLA SUA IMMAGINE

    MA SCRIVENDO PROPRIO NEI GIORNI IN CUI IL CODACONS STA DECIDENDO SE APPELLARE O MENO LA SENTENZA FA UN CLAMOROSO SCIVOLONE: CONFESSA CHE SE FOSSE STATO PRESENTE NEL PROCESSO AVREBBE POTUTO “INFLUENZARE” I GIUDICI….

    ECCO LA LETTERA DELLA TODS E LA RISPOSTA DEL CODACONS, CHE CHIEDE INCONTRO AL COMUNE DI ROMA E AL MIBAC

    All’indomani della sentenza del Tar del Lazio relativa al ricorso Codacons sui lavori di restauro del Colosseo, l’associazione ha ricevuto una lettera da parte di uno studio legale che rappresenta l’azienda Tod’s, contenente pesanti minacce nei confronti dell’organizzazione dei consumatori.

    In particolare nella lettera si annunciano azioni risarcitorie nei confronti del Codacons, colpevole – a dire dei legali Tod’s – di aver causato un “gravissimo danno” all’immagine dell’azienda di Della Valle, attraverso il ricorso teso ad accertare la regolarità della procedura di sponsorizzazione.

    Tuttavia – spiega il Codacons – nello scrivere all’associazione proprio nelle ore in cui si sta decidendo se ricorrere o meno in appello, Tod’s commette un clamoroso “scivolone”: confessa che, se fosse stato presente nel procedimento dinanzi al Tar del Lazio, avrebbe potuto “influenzare” i giudici…

    L’associazione intanto ha inviato una lettera al sindaco di Roma, Gianni Alemanno, e al Ministro dei Beni Culturali Lorenzo Ornaghi, chiedendo un incontro urgente finalizzato a ricondurre alla legalità il contratto di sponsorizzazione del Colosseo.

    Ecco di seguito la lettera dei legali di Diego Della Valle (CLICCA QUI PER SCARICARLAfile formato .pdf – dim. 89Kb) e la risposta fornita loro dal Codacons e la comunicazione inoltrata dall’associazione al Comune di Roma e al Mibac.


    Egr. Sig.

    AVV. Carlo Montagna

    BONELLI EREDE PAPPALARDO

    Via Salaria n. 259

    00199 – Roma

    anticipata via fax al n. 06 84 55 12 01

    Gentile Avvocato,

    ho ricevuto la pregiata Sua proprio il giorno dopo la pubblicazione della, mi sia concesso, “errata” sentenza del Tar Lazio di Roma che riguarda la vicenda “Colosseo”.

    In merito, innanzitutto, è opportuno ricordare che in tale vicenda il sottoscritto è stato avvocato difensore e non rappresentante della Associazione e che tutti gli atti compiuti sono stati fatti nell’adempimento del mandato difensivo, di competenza del difensore incaricato, il cui ruolo ho sempre tenuto a svolgere in modo esaustivo e completo.

    Anche eventuali dichiarazioni da me rese sono state rilasciate come legale mandatario e a doveroso commento di una sentenza che ritengo, come già accennato, profondamente errata e, pertanto, da riformare.

    Devo invece rilevare come sia poco opportuna la Sua lettera di “preannuncio” di pesante azione risarcitoria per i gravissimi danni subiti, ma dei quali solo oggi si sarebbe accorta, da Tod’s e, per di più, proprio tra il deposito della sentenza e in pendenza dei termini (non ancora scaduti) per impugnarla.

    Se può, comunque, tranquillizzarLa Le comunico che girerò la Sua al Codacons ma credo che sia a loro direttamente che deve rivolgere le Sue lamentele e legittime “minacce” di far valere i diritti della Sua assistita e non, come ha fatto, a me nella Sua “cortese” lettera.

    Invece riguardo alle considerazioni più giuridiche contenute nella Sua diffida, come avvocato mi preme precisarLe che:

    • la mancata costituzione in giudizio di Tod’s è stata una libera scelta (anzi: strategia di difesa), ma questo certo non comporta il venir meno della sua natura di parte necessaria come controinteressato del procedimento giudiziario (Lei sa benissimo che se non avessimo evocato Tod’s in giudizio allora si’ che il ricorso sarebbe stato davvero inammissibile…) e fa effetto leggere – addirittura come fatto notorio – che una eventuale costituzione di Tod’s – che sarebbe stata invece doverosa nel rispetto dell’art. 24 della costituzione – avrebbe potuto “influenzare l’Autorità giudicante”. Evidentemente Tod’s ritiene che difendere i propri diritti – come avrebbe potuto fare legittimamente nel giudizio appena concluso – possa determinare una influenza (ma di che tipo di grazia?) sui giudicanti (rilievo, questo, riferito ovviamente solo al giudizio de quo). Il sottoscritto è, completamente, di diverso avviso. Ritengo che il difendere le proprie posizioni e i propri diritti sia un dovere preciso e che questo non possa mai in alcun modo – per il rispetto che ho della Magistratura – costituire una “influenza” sui giudici. Così come non credo che annunciare azioni risarcitorie possa influenzare il Codacons a decidere di appellare o meno una sentenza, ripeto per l’ennesima volta, evidentemente errata.
    • quanto al fatto che Tod’s abbia vinto “il primo round” non capisco davvero cosa ci sia di non vero, visto che Tod’s – costituito o no nel processo- era e rimane controinteressato e, quindi, se il ricorso viene respinto o dichiarato – in modo assolutamente sproporzionato – inammissibile, è certo che quel round giudiziario lo ha vinto sia la Pa resistente che il controinteressato beneficiario del provvedimento impugnato. Mi auguro che il Suo studio, faro di saggezza giuridica, vorrà convenire con me.
    • quanto alla valutazione, chiesta dal CODACONS con il ricorso, della correttezza dell’intera procedura inerente alle operazioni di cessione di un monumento a un’azienda privata, anche sotto tale profilo, non sembrano esservi dubbi sulle evidenti anomalie (non solo riferibili rispetto all’originario bando dell’agosto del 2010), considerato che con gli artt 4-4.1 e ss del contratto, seguito alla aggiudicazione e parimenti gravato, si cedono in esclusiva i diritti anche di sfruttamento, non solo di immagine ma di natura economico commerciale legati al restauro dell’anfiteatro, ad enti privati e pubblici (i primi neanche ad oggi istituiti), anche alla luce dell’art. 4.3 del contratto stesso, attraverso i quali diritti, di fatto, lo sponsor economico potrà legare, ben oltre i due anni oltre la naturale durata degli interventi di restauro, il proprio marchio al Colosseo attraverso le iniziative della Onlus opportunamente introdotta nel contratto, per portare a 15 anni (eventualmente prorogabili mediante accordo scritto, sic!) il tempo di possibile legame tra il “nome” Tod’s e il monumento Colosseo.

    Prendo atto dell’orgoglio del dott. Della Valle, di cui parla nella sua lettera, ma anche lui deve prendere atto che la lettera del contratto annesso al provvedimento impugnato, consente l’utilizzo del monumento in modo del tutto eccessivo (e non perfettamente definito), alla suddetta “associazione Onlus” che pure non sembra possa considerarsi di fatto del tutto estranea a fini commerciali e di sfruttamento del monumento, visto il collegamento contrattuale finalizzato al legittimo lucro aziendale dello sponsor, e tutto questo, si ripete, in modo davvero sproporzionato rispetto all’impegno economico sostenuto dal gruppo Tod’s. In caso contrario volentieri se ne prenderà serenamente e onestamente atto.

    Inoltre Le ricordo che lo stesso Codacons agisce, in questi e in tutti gli altri casi in cui si rende promotrice di iniziative e azioni anche extra giudiziarie, in adempimento non solo di un preciso dovere statutario ma, soprattutto, in forza di espresse previsioni normative e di statuizioni dei massimi Giudici amministrativo e di legittimità (si v. ad es. artt. 2 e 139 e ss cod consumo; artt. 13 e ss legge 349/86; cass. civ. n. 17351 del 2011;cons. di st. ad. pl. n. 1 del 2007 e 7 del 2012).

    Per il resto, il futuro dirà chi e come ha sbagliato qualcosa rispetto a quanto previsto e imposto dal Legislatore, o in questo procedimento o in un altro, o solo nella storia del nostro martoriato Paese che l’Associazione e il sottoscritto indegnamente cercano di aiutare nello sviluppo delle finalità pubbliche senza alcun – noi sì – interesse o intento di lucro.

    Mi pregio avvertirLa che data la rilevanza della vicenda per il Codacons e l’opinione pubblica e anche al fine di dare il dovuto spazio alle posizioni di Tod’s la Sua lettera e la presente risposta saranno rese pubbliche.

    Con i migliori saluti

    Avv. Carlo Rienzi n.q. di legale mandatario di Codacons nel proc. n 9264 del 2011 presso il Tar del Lazio



    Raccomandata ricevuta di ritorno

    Preg.mo Sindaco del Comune di Roma
      On.le Gianni Alemanno
      Piazza del Campidoglio n. 1
      00186 – Roma

    E

    Ill.mo Ministro per i Beni e le Attività Culturali
      Prof. Lorenzo Ornaghi
      Via del Collegio Romano, 27
      00186 – Roma

    *** *** ***

    Oggetto: sentenza Tar del Lazio di Roma n. 6028 del 2012 – richiesta di incontro urgente.


    On.le Sindaco, Chiar.mo Ministro,

    come noto il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio di Roma ha recentemente deciso il ricorso proposto dalla scrivente Associazione finalizzato, esclusivamente, a tutelare la giusta e imprescindibile valorizzazione (ivi compresa, quindi, la necessaria attività finalizzata alla sua manutenzione) dell’Anfiteatro Flavio.

    Ebbene: ferma ed impregiudicata la riserva di gravare nei termini di legge l’errata pronuncia de qua (che riteniamo frutto di un vero e proprio abbaglio), appare, in ogni caso, necessario oltre che opportuno apportare delle fondamentali modificazioni all’accordo così come formalizzato nella sponsorizzazione già impugnata da un lato, non solo per sgomberare ogni dubbio sulla bontà dell’operato della P.A. che – molto sommessamente ci sia concesso – sembra non essersi minimamente resa conto dello specifico contenuto del contratto che, concedendo in esclusiva diritti di sfruttamento sul Patrimonio non solo nei 2 anni successivi alla conclusione dei lavori (già di per sé di difficile previsione) a vantaggio dello sponsor (si v. art. 4.2 sponsorizzazione per gli specifichi quanto approssimativi diritti concessi, ripetiamo, in esclusiva al gruppo Tod’s) ma, soprattutto, a vantaggio della “costituenda” Associazione (per i contenuti si v. art. 4.1 cit. sponsorizzazione) per 15 anni dalla sua costituzione, finisce per il meccanismo contrattuale per allungare di fatto a 15 anni anche i vantaggi commerciali dello sponsor, e appare inverosimilmente sproporzionato rispetto all’esatta entità delle somme necessarie per l’esecuzione delle opere manutentive, potendo addirittura essere “prorogata” la durata dei diritti concessi ben oltre i 15 anni alla onlus – e con essa dello Sponsor – (si v. art. 4.3 cit. sponsorizzazione) e, dall’altro, assicurare la giusta tutela e garanzia che il “Colosseo” venga conservato e valorizzato – evidentemente, quindi, non solo per fini strettamente economici – nel migliore dei modi possibili, apparendo non solo inverosimilmente sproporzionato quanto contenuto nell’accordo rispetto all’esatta entità delle somme necessarie per l’esecuzione delle opere manutentive del caso (con evidenti riflessi, quindi, sul Patrimonio), ma, per altro verso, essendo “improponibile” consentire che il Monumento possa essere “sfruttato” “dequalificato” e “sminuito” – ancora prescindendo dall’aspetto economico – attraverso il posizionamento di cartellonistica sullo stesso con il marchio di chicchessia (senza disprezzo alcuno, sia chiaro, nei confronti del gruppo Tod’s: che si tratti di calzature; borse; ombrelli; automobili; istituti bancari assicurativi o quant’altri risulta del tutto indifferente. Quel che conta è che l’Anfiteatro – anche per essere restaurato – non soggiaccia a logiche esterne e difficilmente riconducibili alla ratio delle disposizioni poste a tutela e fondamento della conservazione e valorizzazione dei beni storico-artistici) o altra attività di qualunque genere direttamente o indirettamente dannosa, anche solo all’immagine del Monumento per la tutela dell’ambiente inteso come paesaggio monumentale e vista del monumento da parte dei turisti e cittadini..

    Ossia si vuole che il massimo apporto di sponsorizzazione (ben superiore ai soli 25 milioni stabiliti) venga utilizzato anche per incrementare le risorse per la conservazione del patrimonio monumentale e paesaggistico della città, e che la minore durata della concessione consenta la maggiore fruizione pubblica e scevra da interessi commerciali del monumento con maggior beneficio della collettività e dell’ambiente inteso come bene monumentale e paesaggistico

    In entrambi i casi viene quasi da pensare – senza malizia alcuna – che la P.A. – che voleva limitare a soli due anni la concessione commerciale, con il trucchetto della ONLUS che ha portato a 15 anni il tutto sia stata vera e propria “vittima” o di un misterioso artifizio e raggiro o, addirittura, di una vera e propria “stregoneria” non si comprende esattamente in che modo, perché e, soprattutto, chi ne sia stato l’artefice.

    In alternativa, andrebbe precisato che dopo i due anni in alcun modo la ONLUS possa affiacare le proprie attività a quelle commerciali dello sponsor garantendo così la realizzazione della volontà dello Stato.

    Tralasciando, per il momento, ogni ulteriore considerazione circa quanto statuito dal Giudice amministrativo, con la presente, pertanto, si comunica che la scrivente Associazione si rende sin da ora disponibile ad incontro urgente al fine di valutare, conformemente ai precetti di cui alle norme sulla partecipazione al procedimento di cui alla legge 241/90, unitamente a Codeste Istituzioni nonché in conferenza dei servizi da convocare immediatamente e – se lo vorranno e nonostante le abnormi minacce di azioni risarcitorie avanzate nel momeno meno opportuno- anche di concerto con i rappresentati del Gruppo Tod’s, modificazioni al contratto di sponsor illo tempore siglato, al fine di ricondurlo alla piena legalità, nel solo ed esclusivo interesse di tutelare e garantire un Patrimonio dell’umanità.

    Avvisando sin da ora che, nelle more di riscontro, positivo o negativo che sia e, in quest’ultimo caso così come in quello di mancato riscontro alla presente (entro e non oltre 15 giorni dal ricevimento), informando che si sarà costretti a proporre appello avverso la sentenza in epigrafe, si sospenderà la proposizione del (legittimo) gravame.

    Certi di aver esercitato – ed esercitare tutt’ora – il proprio mandato rappresentativo dei diritti e degli interessi dei consumatori e utenti nel migliore dei modi possibili – non foss’altro per l’impegno profuso e profundendo in questa, come in innumerevoli altre, vicenda – ad esclusivo vantaggio della conservazione e valorizzazione dell’Anfiteatro Flavio.

    Con espressa salvezza di ogni ulteriore diritto e riserva di azione.

    Avv. Giuseppe Ursini

    Presidente Nazionale CODACONS

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