10 Gennaio 2012

Colosseo, come buttare 25 milioni  

Colosseo, come buttare 25 milioni

 

Di ammortizzatori l’anfiteatro Flavio avrebbe un gran bisogno.
Eppure il Colosseo “con i gommini” della Tod’s a
qualcuno non piace. 25 i milioni di euro di finanziamenti offerti
dall’imprenditore Della Valle in cambio dello
sfruttamento dell’immagine: l’accordo siglato
a giugno 2011. Ma il Codacons presenta un ricorso
al Tar del Lazio e, in nome di trasparenza,
par condicio e tutela della concorrenza, l’Antitrust
gli dà ragione. Una trattativa privata in tempi
troppo ristretti, solo 48 ore per presentare altre
offerte dopo quella del gruppo Tod’s, con una
«indebita restrizione del confronto concorrenziale», lo sfruttamento
di due anni oltre il termine dei lavori, gli oneri a carico
dello sponsor sostanzialmente ridimensionati e l’obbligo
ad assumersi le responsabilità di progettazione, direzione lavori,
e la sicurezza non assunto adeguatamente. A Codacons
e Antitrust il finanziamento non basta.
È stato fatto tutto di fretta, finendo per favorire un solo investitore
e perdendo offerte più vantaggiose? La gara è da rifare
e ce ne accorgiamo solo ora che il Colosseo perde pezzi
e ad aprile dovevano cominciare i restauri? 25 milioni di euro
buttati a mare e l’anfiteatro Flavio con 3mila tra lesioni e
fessurazioni da sanare. «È una battaglia ideologica – attacca il
sindaco Alemanno – Chi si avvale di cavilli per rinviare il restauro
si assume una gravissima responsabilità».
Il Colosseo, costruito da Vespasiano, della dinastia dei
Flavi, anche grazie alla tassa su 144 nuovi vespasiani, di danaro
ne ha sempre divorato: pubblico e privato. Allora anche
la pipì tornava utile, ed erano i privati a gestire le latrine e a
vendere le urine, da cui si ricavava l’ammoniaca, ai conciatori
di pelle, pagando una imposta: la «centesima venalium».
Un incasso imbarazzante? «Pecunia non olet» rispose Vespasiano.
Dalla Roma imperiale a quella di Alemanno, sempre
di pelle si trattava. Mentre i gadget con il logo del Colosseo
fanno la muffa nei depositi Tod’s, l’anfiteatro Flavio
può attendere. Oggi il danaro “olet” di più.

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