Colonnello Gdf verso il Campidoglio
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fonte:
- Il Tempo
■Si chiama Gianluca Berruti, tenente colonnello della Guardia di Finanza. Sarebbe lui l’ uomo scelto da Virginia Raggi come responsabile dell’ Anticorruzione capitolina, e, probabilmente come capo di Gabinetto. Per il via libera si attende il parere del comandante delle Fiamme Gialle Giorgio Toschi. Simpatizzante grillino, fratello attore e madre che lavora al Quirinale, Berruti potrebbe arrivare in Campidoglio già la settimana prossima. Così come il nuovo assessore al Bilancio. Sul tavolo della Raggi sarebbe già pronta la nomina di Salvatore Tutino, giudice della Corte dei conti, ex capo del Secit.A lui verrebbe affidata la delega, pesantissima, del Bilancio. Forse. E già perché nel confuso mondo a 5 Stelle occorre avere prudenza soprattutto sulle nomine di giunta. Tutino, esperto di evasione fiscale e fino al 2006 dirigente generale del Ministero dell’ Economia, dove per anni ha guidato appunto il Servizio centrale degli ispettori tributari, fu tuttavia duramente attaccato proprio dal MoVimento 5 Stelle nel 2014, quando venne nominato, insieme ad altri, alla Corte dei conti dal governo Renzi. Un nome dunque che rischia di far risalire alle stelle- letteralmente – il direttorio grillino. Proprio adesso che con il gran rifiuto alle Olimpiadi sembrava essere scoppiata la pace. E già perché il giorno dopo il «gran rifiuto» dentro e fuori il Campidoglio c’ è ci si rassegna, chi ancora esulta e chi «non ci può pensare». Le indiscrezioni su un’ alternativa per «scavalcare» il volere del primo cittadino, seppure tecnicamente impossibile, sono cominciate a circolare insistentemente già da ieri sera. Voci campate in aria. Al punto tale che ieri sera è lo stesso premier Matteo Renzi a metterci «con rammarico» una pietra sopra: «Credo proprio che il capitolo Olimpiadi sia chiuso. Se il sindaco ha detto di no credo che abbiamo la certezza che la maggioranza in Consiglio dica no. Nessuno di noi vuole fare le Olimpiadi contro la decisione della sindaca Raggi». Anima in pace dunque, nonostante il Codacons sia già pronto alla battaglia: «Annunciamo già da ora un ricorso al Tar del Lazio contro qualsiasi delibera del Consiglio comunale che ritiri la candidatura di Roma – dice il presidente Carlo Rienzi senza aver prima valutato i progetti e ascoltato l’ opinione dei romani, per carenza dell’ obbligatoria partecipazione dei cittadini che potrebbe annullare le decisioni in materia». Anche in questo caso tuttavia, difficile avere ragione davanti aun tribunale. Il MoVomento 5 Stelle è compatto, i 29 consiglieri comunali, sui 48 eletti, voteranno compatti la mozione di riuncia e il sindaco Raggi invierà «per cortesia» una lettera al Cio per «esplicitare» il no. Nessun passo indietro dunque. Fare le pentole senza coperchio invece può essere letale. Detto «no» all’ occasione olimpica la Raggi e la sua maggioranza dovranno ora mostrare di farcela «senza». Il più lucido in questo è l’ assessore all’ Urbanistica, Paolo Berdini: «Sarebbe stata un’ occasione preziosa perché i soldi sarebbero serviti per dare respiro a questa città. Chiuso il capitolo Olimpiadi troveremo altri soldi per portare Roma fuori dal baratro in cui è stata cacciata».
susanna novelli
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