4 Settembre 2015

Colombo killer, muore un centauro

Colombo killer, muore un centauro

l’ ennesima vittima è un motociclista: si è schiantato contro un pino vicino a ostia: fatali le radici sull’ asfalto continua la strage sulla strada più pericolosa di roma: nuovi rilievi dove è deceduto l’ imprenditore claudio salini
IL FOCUS Non c’ è pace e non ci sono più parole per quello che accade sulla Cristoforo Colombo. Dopo la morte del costruttore Claudio Salini all’ inizio della settimana, la strada più pericolosa, più insidiosa e più lunga della città ha fatto l’ ennesima vittima. Si tratta di un motociclista, Andrea di Giacomo, 36 anni, che nella notte tra mercoledì e ieri si è schiantato contro un albero all’ altezza di via del Canale della Lingua poco dopo la partenza da Ostia. Decessi che si aggiungono a decessi, sangue che si aggiunge a sangue in una catena che sembra inarrestabile. Tanto che il Codacons è arrivato a chiedere la «chiusura dell’ arteria fino a quando non sarà messa in sicurezza». POLEMICHE E INDAGINI La Colombo viene percorsa giornalmente da decine di migliaia di auto e immaginare che il traffico venga interdetto non sembra nell’ ordine delle cose. Ma le indagini sugli ultimi due decessi potrebbero accelerare l’ adozione di un qualche provvedimento. Il tratto di strada lungo il quale è morto il motociclista, deceduto poco dopo il ricovero all’ ospedale “Grassi” di Ostia, è preceduto da dossi e da radici di pino. I vigili hanno fatto foto, preso misure, esaminato dettagli. E la Polizia Municipale ieri è tornata, per un supplemento di rilievi, all’ altezza di viale Giustiniano Imperatore, teatro della tragedia dell’ imprenditore: la sua “Porsche 911” è finita contro un tronco e anche lì non c’ è alcuna barriera fisica tra la carreggiata e gli alberi. LA MAPPA DEL RISCHIO Praticamente non c’ è un solo tratto della Colombo che non abbia causato lutti e che non abbia fatto scrivere pagine di sangue. L’ incrocio con il più alto numero di vittime è quello con via Padre Semeria, tra la circonvallazione Ostiense e piazza dei Navigatori, in piena città, lungo il quale i morti nel corso degli ultimi dieci anni sono stati almeno quattro. Un’ altra trappola è il curvone di Eur Fermi, subito la discesona che porta al laghetto: le sciarpe annodate sul guard-rail e le foto attaccate a ogni sciarpa raccontano di vite spezzate e di tanti giovani che non ci sono più. La confluenza con via Laurentina è ad altissimo rischio (fu luogo di una strage con tre decessi) e poi c’ è la parte extraurbana che collega Roma a Ostia: la più lunga e quella con più tragedie. LE CAUSE La strada, lunga e dritta, invita a spingere sull’ acceleratore. «La prima causa di tutto è indubbiamente la velocità – dicono alla Polizia Municipale – ma non si può dimenticare il resto: le radici che spesso affiorano sull’ asfalto, i pini o i rami di pino che cadono all’ improvviso, gli attraversamenti a raso micidiali». Da almeno trent’ anni si parla di costruire dei sottovia per eliminare le immissioni dalle strade laterali. Nulla di fatto. Esattamente come per gli autovelox: lungo il tratto urbano non ce ne sono e su quello verso Ostia i controlli sono affidati alle apparecchiature mobili installate dai vigili urbani. I PRECEDENTI Una tragedia che ha fatto parlare per settimane è quella che toccò al fisioterapista Gianni Danieli, 42 anni, nel dicembre del 2013. Rientrava casa in moto sul salitone tra via di Mezzocammino e Malafede quando fu schiacciato da un pino sradicato dal vento. Ci sono tuttora otto indagati per la cattiva manutenzione degli alberi. La stessa sorte era toccata, nel 2009, a un medico centrato da un ramo sul tratto urbano all’ altezza di via di Capitan Bavastro. La Colombo fa registrare, tra casi più o meno gravi, oltre trecento incidenti l’ anno: pedoni travolti, ciclisti schiacciati (l’ ultimo, il 29 giugno scorso, finito sotto un autobus), macchine disintegrate, perfino un motociclista decapitato. La progettarono nel 1937 per l’ Esposizione Universale di Roma del 1941. Fu pensata e voluta come un’ autostrada per collegare la città al mare. Un’ autostrada che ora, divenuta irrinunciabile per la viabilità, continua a mietere vite. Luca Lippera © RIPRODUZIONE RISERVATA.
luca lippera

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