12 Febbraio 2008

Colombi, il comune compie inutili crudeltà

Gli animalisti: "Togliere il grano non serve, meglio l’anticoncezionale" "Se la situazione è così drammatica perché l’Asl non ci fa vedere il rapporto che abbiamo chiesto più volte?" Non ci stanno ad addossare tutte le colpe ai colombi gli animalisti della Lav. E accusano il Comune di "inutili crudeltà". "Non serve affamare i colombi, e nemmeno catturarli e ucciderli come si sta facendo da anni senza alcun risulatato", accusa la protavoce Cristina Romieri, "perché invece non si prende la strada del mangime anticoncezionale?" L’allarme lanciato dall’ Unità sanitaria non convince gli animalisti. Eppure nel rapporto riservato inviato dall’Igiene pubblica al Comune qualche tempo fa sono segnalati rischi concreti e casi già accertati di salmonella, oltre alla presenza sempre più numerosa delle zecche nel guano dei piccioni. Un problema che ha portato Comune e Soprintendenza ad affrettare lo "sgombero" dei banchetti del grano dalla Piazza. la delibera è tornata in commissione dopo che il Consiglio comunale ha deciso di seguire la strada del "giusto indennizzo" ai venditori, invece della nuova licenza di specialità veneziane e souvenir che era stata proposta dalla giunta. "Ma togliere il grano da San Marco non servirà", dicono gli animalisti, "i colombi si sposteranno da altre parti meno in vista". Intanto il Codacons annuncia inizitive e possibili cause di risarcimento contro il Comune. "Già nel 2005", dice il presidente dell’associazione per la tutela dei consumatori Carlo Rienzi, "avevamo segnalato questo pericolo. E’ indispensabile allontanare definitivamente o colombi da San Marco". E dopo le proteste per le catture di colombi in pieno giorno l’Igiene pubblica dell’Asl precisa: "Le catture dei colombi non sono affar nostro. Se ne occupa una ditta specializzata incaricata dal Comune, e l’Asl non è in alcun modo coinvolta".

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