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13 Aprile 2017

Colombe e uova di Pasqua: come evitare quelle di scarsa qualità

Colombe e uova di Pasqua: come evitare quelle di scarsa qualità

di Federico Formica Quest’anno i dolci pasquali costeranno un po’ di più rispetto al 2016. L’etichetta ci consente però di capire quali vengono prodotti con i migliori ingredienti

Quale pretesto migliore della Pasqua per mangiare dolci da forno, cioccolata e carne di buona qualità? In questa Pasqua 2017, però, dovremo spendere qualcosa in più per portarci a casa colombe, uova di cioccolata e (per i carnivori) la carne di agnello. Il Codacons ha stimato un +7% per le uova rispetto allo scorso anno.
Un rincaro dovuto soprattutto alla crisi che ha colpito i Paesi produttori della materia prima (Ghana e Costa D’Avorio in primis) e l’aumento dei prezzi del carburante, con un litro di benzina verde al +11% rispetto ad aprile 2016. Quest’ultima è anche la ragione principale del rincaro di colombe (+6%), salame corallina (+4%) e abbacchio (+3%).
Un consiglio per risparmiare? Tenersi alla larga dagli ovetti o uova di Pasqua più piccole, perché il prezzo al chilo sale alle stelle: in questi casi, infatti, si paga soprattutto il packaging, spesso molto curato e accattivante. Visto che in questa Pasqua 2017 spenderemo qualcosa in più per i dolci, meglio fare l’acquisto giusto e non farsi truffare da prodotti di qualità inferiore.
Colombe. Per fortuna in Italia il consumatore è tutelato da regole precise. Come abbiamo già spiegato su Consumi, perché una colomba possa essere chiamata così deve rispettare i requisiti stabiliti dal decreto del 2005. Oltre alla lievitazione naturale e alla tipica forma irregolare, gli ingredienti per l’impasto devono essere: farina di frumento; zucchero; uova fresche di categoria A (in quantità tal da garantire almeno il quattro per cento in tuorlo); burro (in quantità non inferiore al 16 per cento); scorze di agrumi canditi (non meno del 15% per cento); lievito naturale costituito da pasta acida; sale.
A questi è possibile aggiungerne altri facoltativi: latte, miele, burro di cacao, malto, aromi naturali, emulsionanti e conservanti. La glassa superiore deve essere fatta con albume d’uovo e zucchero e può essere arricchita con mandorle, nocciole, anacardi, cacao e altri aromi e conservanti. “Una colomba di qualità superiore – spiega Lapo Querci, responsabile di cucina del progetto Tavole Accademiche dell’Università di Scienze gastronomiche – è certamente quella preparata con ingredienti di origine biologica e di filiera controllata. L’aggiunta di aromi (vanillina), emulsionanti e conservanti (solfiti) indica un prodotto standardizzato che ha meno bisogno di essere seguito durante le fasi di produzione”.
Uova di cioccolato e uova da colorare. Anche le uova di Pasqua devono attenersi a determinati criteri. Se si tratta di cioccolato fondente, il cacao deve essere almeno il 35 per cento e il burro di cacao almeno il 18 per cento; eventuali altri grassi vegetali sono tollerati se non superano il 5 per cento, ma in questo caso dovrà comparire la scritta ‘contiene altri grassi vegetali oltre al burro di cacao’. Se poi sulla confezione c’è scritto ‘fine’, ‘finissimo’, ‘extra’ o ‘superiore’ allora la quantità di cacao dev’essere almeno del 43 per cento e quella del burro di cacao del 26 per cento. Per il cioccolato al latte, la percentuale minima del cacao dev’essere del 25 per cento e quella del latte del 14 per cento; queste percentuali aumentano al 30 e al 18 per cento in caso di cioccolato ‘finissimo’ o ‘superiore’.
Quando si parla di uova di Pasqua è importante prestare molta attenzione anche alla sorpresa che contiene, soprattutto se l’uovo è destinato ai più piccoli: nel giocattolo deve comparire il marchio CE e deve essere indicata l’età minima necessaria per usarlo. Se poi si vogliono colorare le uova sode di gallina per abbellire la tavola, dopo averle lavate è sempre meglio usare colori naturali derivati dagli alimenti. “Per il blu – consiglia Querci – usare acqua di cavolo cappuccio con bicarbonato di sodio oppure fiori di borragine e aceto; per il rosa, acqua di cavolo cappuccio viola più aceto; per il rosso, acqua e paprika e per il giallo acqua e curcuma”.

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