11 Marzo 2015

Colletta per aiutare il ladro rom L’ ira dei friulani: una vergogna

Colletta per aiutare il ladro rom L’ ira dei friulani: una vergogna

 di Mattia Pertoldi L’ appello di Vitto Claut, presidente del Codacons del Fvg, alla collettività per aiutare Mario Levacovich a saldare le sei bollette non pagate non soltanto – almeno al momento – è caduto nel vuoto, ma ha avuto pure l’ effetto, esattamente contrario, di scatenare una serie di reazioni di rabbia e di sdegno da parte della comunità friulana, quantomeno tra quella fetta di utenti che frequenta la rete. Nessuno spazio alla carità o alla pena e nemmeno un’ apertura di credito nei confronti della teoria secondo cui il nomade di 48 anni – arrestato dai carabinieri in dicembre, dopo una serie di furti in abitazione messi a segno tra Martignacco, Tricesimo, Porpetto, Gemona e Fagagna insieme ad altri due complici – costerebbe, molto più denaro pubblico in carcere che non ai domiciliari. «Immagino un anziano onesto – ha scritto, ad esempio Cristian sul profilo facebook del nostro giornale – che ha lavorato una vita… con una minima che fatica ad arrivare a fine mese leggendo queste cose cosa possa pensare… mi sto vergognando». Un sentimento, questo, comune a molti altri utenti che – tralasciando chi è abbondantemente andato sopra le righe – hanno invaso di commenti i social network. «Dunque… avvocato – continua Maria Pia – visto che le sta a cuore la faccenda, perché non paga lei? Considerando che sicuramente avranno l’ avvocato d’ ufficio e quindi stiamo già pagando tutti». O, ancora, in riferimento ai problemi di salute di Levacovich parla Manuela: «Non ho parole – sostiene – mi pare che il Comune abbia fatto abbastanza per offrire a questa famiglia stili di vita alternativi alla delinquenza. Tutto il resto è assurdo. Se teme l’ infarto non vada a rubare e occupi il tempo a cercarsi un lavoro onesto per sé e i suoi familiari maggiorenni». Sulla stessa linea d’ onda c’ è pure Cristina che spiega come «quando si entra in un’ aula di Tribunale c’ è scritto semplicemente “La legge è uguale per tutti”. Quindi basta buonismi! Strano che i problemi di salute risaltino solo per fuorviare una misura cautelare o coercitiva. Durante le intrusioni ladresche a Martignacco, Tricesimo, Porpetto, Fagagna, Gemona, saltavi come un grillo non è vero? Vergogna». C’ è, poi, chi se la prende con i legali, come Vice «Caro avvocato – tuona – ti sei bevuto il cervello? Ma avete ancora un po’ di sale in quelle teste vuote? Che se ne tornino a casa propria e pensiamo ad aiutare le famiglie italiane! Vergognatevi». Luca, invece, sceglie l’ ironia sottolineando come «purtroppo la mia vecchia autovettura mi sta lasciando a piedi… auto che mi serve per andare a lavorare… mi accontento di un’ Audi A1… fate una colletta anche per me? Tranquilli che al rinfresco con salatini, pizzette e prosecco ci penso io». Amara, infine, la riflessione di Tommaso. «Ma allora a che serve studiare e lavorare – si chiede -, se poi si può tranquillamente vivere rubando e prendendo aiuti dal Comune? Decine di famiglia non beccano un centesimo dallo Stato, perchè non hanno un isee da fame, ma poi chi ruba e non paga le tasse, riceve contributi, affitto pagato, e non va nemmeno in carcere». E in tutto ciò, ieri, è intervenuto anche il Codacons nazionale attraverso il proprio presidente Carlo Rienzi. «Senza entrare nel merito del caso specifico – ha spiegato – di cui il Codacons nazionale non ha seguito tutti gli aspetti utili per pronunciarsi, la posizione dell’ associazione è che le istituzioni, in questa fase di grave crisi economica per le famiglie, devono necessariamente dare un sostegno economico, ma anche psicologico ai soggetti in difficoltà. Questo per evitare gesti di disperazione che abbiamo più volte letto sulle cronache locali, con padri di famiglia che arrivano a compiere atti estremi perché abbandonati a loro stessi. Troppo spesso le istituzioni sono assenti o non forniscono risposte, alimentando così il disagio sociale dei singoli». ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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