Coldiretti: “Sostegno ai prodotti ovini dell’Isola” Dal campo alla tavola rincari record
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fonte:
- L`Unione Sarda
Ieri manifestazione a Roma di Coldiretti e delle principali associazioni dei consumatori contro il caro-vita. La moltiplicazione del 1100% dei prezzi per le carote conferma che il 2009 si classifica come l’anno record dei ricarichi dal campo alla tavola. Il crollo dei prezzi alla produzione agricola si è attestato intorno a valori medi del 16%, a fronte di un aumento dei prezzi al consumo dei generi alimentari (+0,9%) nove volte superiore il valore medio dell’inflazione. LA PROTESTA Questa la denuncia nel corso dell’«operazione-verità sulla spesa alimentare degli italiani» in occasione della giornata di mobilitazione nazionale per l’iniziativa dalla Coldiretti e dalle Associazioni dei consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) svoltasi ieri a Roma in piazza Montecitorio. Tutti molto attenti alla situazione particolare della Sardegna che continua a registrare prezzi record soprattutto nel settore dei prodotti alimentari. Per contrastare tale situazione e alla vigilia dell’arrivo a Cagliari del Commissario per l’agricoltura Marianne Fischer Boel, il presidente della Coldiretti Sergio Marini, elenca le priorità da discutere: «Il commissario sa bene che l’agricoltura sarda è in grave difficoltà. Chiederemo la massima attenzione sul prezzo del latte ovino e un impegno finalmente decisivo per l’etichettatura del latte e dei formaggi sardi che stanno dentro una legge che manca. Speriamo», aggiunge, «che faccia velocemente il suo percorso la proposta per l’etichettatura di tutti i prodotti oggi in discussione al Senato. Vale la pena di ricordare che su cinque prodotti venduti all’estero ben quattro non hanno mai visto il suolo italiano». I DEBITI Il presidente della Coldiretti ha anche ricordato l’importanza della ristrutturazione dei debiti per gli allevatori del settore ovino. A proposito della Legge 44 ha dichiarato che se c’è stato un corto circuito istituzionale, le conseguenze negative non possono essere addebitate agli allevatori sardi che non hanno responsabilità. IL FALSO MADE IN ITALIY Il fatto più grave è che si moltiplicano le truffe e i sequestri dei Nas, mentre nei supermercati e nelle industrie arrivano ogni giorno 305 miliardi di litri di latte sterile, semilavorati e polveri di caseina per essere imbustati o trasformati industrialmente e diventare magicamente mozzarelle, formaggi o latte italiani, all’insaputa dei consumatori che cadono nell’inganno del falso Made in Italy. I NUMERI In Italia secondo i dati presentati dalla Coldiretti in un anno sono arrivati ben 1,3 miliardi di litri di latte sterile, 86 milioni di chili di cagliate e 130 milioni di chili di polvere di latte di cui circa 15 milioni di chili di caseina utilizzati in latticini e formaggi. Il risultato è che tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro venduti in Italia sono stranieri e la metà delle mozzarelle in vendita sono fatte con latte o addirittura cagliate provenienti dall’estero, ma nessuno lo sa perché non è obbligatorio indicarlo in etichetta. I CONSUMATORI Per tornare poi ai temi strettamente collegati con il carovita Marini ha evidenziato l’importanza di un dialogo più stringente con i consumatori per combattere un aumento dei prezzi tanto più impressionante se si considera la contrazione subita dalla domanda dei consumatori. Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori, ha sottolineato la necessità di accorciare una filiera ancora troppo lunga e poco trasparente: «Il Governo deve fare di più, occorre dare più potere d’acquisto ai redditi fissi per consentire un aumento di domanda del mercato». Da questo punto di vista il presidente di Federconsumatori ha anche sottolineato l’importanza di incentivare la vendita diretta attraverso i ?Farmers Market? e i gruppi di acquisto solidale. IL PREZZO DEL LATTE Aldo Mattia, delegato confederale della Coldiretti, a proposito delle priorità della Sardegna, ha sostenuto la necessità di centralizzare il problema del prezzo del prodotto del latte e dei prodotti ovini sardi attraverso l’elaborazione di apposite strategie di supporto, chiedendo all’Unione europea una maggiore attenzione per il settore ovi-caprino e in particolare per la protezione del pecorino romano e del pecorino sardo. Alla Regione Sardegna poi ha fatto richiesta di assolvere agli impegni presi ma mai portati a compimento come la cabina di regia per un osservatorio dei prezzi e del mercato.
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