Coldiretti: linea dura sul vino
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fonte:
- Gazzetta di Modena
Il ministero tranquillizza l`Ue. Adiconsum attacca
Dopo la visita degli ispettori ministeriali all`acetificio Pontiroli di San Felice – une delle quattordici aziende che aveva rapporti commerciali con la ditta di Massafra al centro dell`inchiesta sul vino adulterato – si moltiplicano gli appelli alla repressione delle frodi da parte dei produttori, mentre dal ministero continuano a giungere rassicurazioni. Alla Ue, che aveva chiesto spiegazioni sull`inchiesta tarantina allargatasi a diverse regioni e che ha portato al sequestro di due ditte pugliesi, il ministero ha ribadito che non ci sarebbero pericoli per la salute. Piero Mastroberardino, presidente di Federvini, “rinnova il proprio plauso alle autorità inquirenti e alle forze impegnate in questa essenziale attività di controllo“. Secondo l`associazione, “i sistemi di controllo per reprimere pratiche illecite nell`attività di vinificazione hanno dimostrato e continuano a dimostrare la loro piena efficacia“, ricordando comunque l`assenza di rischi sanitari per il consumatore. Per la Coldiretti occorre “chiudere con decisione le porte a tutti i tentativi di frode e sofisticazione per difendere i primati conquistati dal vino italiano che rappresenta la prima voce dell`export agroalimentare nazionale e concorre in modo determinante all`immagine del Made in Italy nel mondo“. L`associazione invoca la “tolleranza zero nei confronti di episodi e soggetti che causano un grave danno economico e di immagine al settore vitivinicolo nazionale che ha raggiunto un fatturato di nove miliardi di euro“. In merito al coinvolgimento di cantine emiliano-romagnole, Coldiretti chiede che “venga fatta chiarezza al più presto per sgombrare i sospetti da un settore che in Emilia-Romagna produce 5,7 milioni di ettolitri, pari al 13% della produzione nazionale“. In difesa del vino italiano è intervenuto il ministro Paolo De Castro, che ha definito “irresponsabile“ l`informazione sull`inchiesta del pm di Taranto, che avrebbe “colpito e danneggiato i produttori onesti, seri, che da sempre con sacrificio lavorano per costruire e difendere, giorno dopo giorno, annata dopo annata, un patrimonio che non è solo economico produttivo“. Lo stesso ministro ha ribadito che non vi sarebbe rischio per la salute. Ma il Codancons, associazione dei consumatori, sottolinea che “mentre il pm di Taranto firma il decreto di sequestro con accuse pesantissime, il ministro Paolo De Castro minimizza il problema, non parla di danni alla salute, cerca di tranquillizzare i consumatori e, con un paradosso inquietante, elogia i controlli“. Gli stessi controlli che, afferma il Codacons “se ci fossero stati avrebbero evitato di far arrivare alle tavole degli italiani milioni di bottiglie di vino adulterato e pericoloso, ora sotto inchiesta dinanzi alla magistratura tarantina“.
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