28 Novembre 2006

Coldiretti: Bonifica urgente, sì a un?Authority





La Campania, il suo degrado ambientale e le proposte per una ripresa efficace: questi i temi al centro del convegno organizzato da Coldiretti Campania dal titolo ?Ecosostenibilità & governance ambientale ? il manifesto per il territorio che vogliamo?. Ieri all?Hotel Vesuvio i principali esponenti campani dell?ente associativo dei coltivatori, in collaborazione con Federconsumatori Campania, Codacons, Wwf e Legambiente, fanno il punto della situazione sulla crisi ambientale della regione: una maggiore coesione e una migliore comunicazione tra amministrazioni pubbliche e imprese private alla base del risanamento ambientale e sociale del territorio.
?La realtà ambientale in cui viviamo ? sottolinea Vito Amendolara, direttore Coldiretti Campania ? conta circa 1.700 siti potenzialmente contaminati con più di 140 mila ettari di suolo inquinato. La bonifica è l?unica possibilità per il riscatto del territorio?. Per Amendolara è necessaria ?la costituzione di un?Authority, che è la base per un migliore coordinamento, monitoraggio e controllo del territorio: l?Authority rappresenterebbe il punto di aggregazione e un efficiente strumento di comunicazione tra imprese private e
amministrazione pubblica?.
Bonifica e Authority, dunque; ma le proposte della Coldiretti non si fermano qui. ?E? al via ? spiega Amendolara – il progetto ?Impresa Pulita? che ha l?obiettivo di coinvolgere le imprese di settore in una innovativa attività di recupero del materiale plastico di origine agricola?.
?Parlando di ecosostenibilità e governance ambientale ? sostiene Donato Ceglie, pubblico ministero alla Procura di Santa Maria Capua Vetere – bisogna necessariamente avere un approccio che tenga conto della ?complessità?.
Il tema della difesa dell?ambiente in cima all?agenda dei politici di tutti paesi dell?Unione: non vi è dibattito politico che ? afferma Ceglie – non lo consideri un fattore di primaria importanza. Da noi questo non avviene. Mentre altri paesi basano sulla tutela del territorio le politiche di sviluppo per il prossimo decennio, noi ? continua Ceglie – ne discutiamo solo perché dobbiamo far fronte ad un?emergenza?. Purtroppo, in Campania, parlare di ambiente significa spesso parlare di criminalità: ?Le camorre hanno nelle holding che gestiscono il settore rifiuti interessi milionari: a fronte di più di 100 milioni di tonnellate di rifiuti smistati ogni anno, ? continua il magistrato – esiste un business di oltre 12 mila miliardi di vecchie lire. Ma non è solo un problema di ecomafia. Aziende che si occupano dello smaltimento dei rifiuti, si affiliano alle associazioni criminali per vedere incrementati i profitti. Questi imprenditori, più della camorra, ? denuncia Ceglie – infieriscono sul territorio minandone le basi dello sviluppo: non capiscono che così si danno la zappa sui piedi?.
Una nota di ottimismo viene da Gennaro Masiello, presidente Coldiretti Campania: ?L?Osservatorio istituito un anno fa possiede oggi un grande valore operativo. Le criticità emerse dalle nostre analisi sul territorio ? continua – sono il risultato di mesi di grande impegno e di importanti risultati?. Il polo agroalimentare campano è per Masiello ?il motore dell?economia del Mezzogiorno. Ma per crescere è necessario comunicare un?immagine totalmente differente da quella che appare in questi giorni su giornali e televisioni nazionali e internazionali. Per costruire una nuova immagine è opportuno cominciare dalla sicurezza, intesa nel senso più ampio, contro la macro e microcriminalità, contro l?inquinamento ambientale e alimentare, contro l?agropirateria. La Campania deve proporsi come la terra della sicurezza alimentare?.

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