7 Agosto 2005

Colazione sotto l`ombrellone? Il prezzo è bollente

E` una colazione che scotta quella consumata sulla spiaggia di Fregene. Ma anche i chioschi delle spiagge libere di Ostia non scherzano rispetto ai bar del lungomare. E` praticamente un salasso quello che i bagnanti devono affrontare per la comodità di bere una bevanda o fare colazione a due passi dall`ombrellone. La differenza con i prezzi praticati nei bar “cittadini“, distanti appena la misura della carreggiata del lungomare, troppo spesso non giustifica il comfort. Nel raffronto tra Ostia e Fregene, località più amate dai romani in vacanza, spetta alla “perla“ cara a Fellini e Moravia il primato dei maggiori costi. Un panino comprato al bar può costare anche l`87 per cento in più; la birra negli stabilimenti può essere maggiorata anche del 93 per cento ed il cappuccino del 41 per cento. “Sui prezzi finali incide la difficoltà di trovare personale qualificato, che quindi deve essere pagato di più, ed il costo degli affitti del locale“ giustifica Marcello Mastroiacovo de “L`angolo di Camillo“ di Fregene. Da “brivido“ le differenze di prezzo tra bar cittadini e punti-ristoro di spiagge libere attrezzate o degli stabilimenti balneari. A Fregene la medesima birra nazionale in bottiglia da 33 cl passando dalla caffetteria all`arenile può arrivare a costare da un euro e mezzo a 4 euro con un incremento del 166 per cento. Poco dissimile la “lievitazione“ che nel tragitto assume la lattina di cola: da 1,30 a 2,50 euro cioè più 92 per cento. Significative anche le differenze nel cappuccino (32 per cento) e nel caffè (22 per cento). A Ostia basta attraversare il lungomare per scoprire quanto sia più salato appoggiarsi al bancone del bar. In spiaggia la “temperatura“ contabile sul the freddo può salire anche dell`81 per cento, sull`acqua minerale del 66 per cento e sul cappuccino del 60 per cento. “Questa sperecuazione è inaccettabile commenta Andrea Mannucci, portavoce del Codacons di Roma perchè addirittura sulle grandi forniture, come diversi stabilimenti balneari, i gestori possono spuntare prezzi ancora più convenienti. In ogni caso la sensazione è che si faccia cartello“. “La qualità dei servizi è anche qualità dei prezzi“ così giustifica Gianni Cianchetti la politica “controcorrente“ dello stabilimento da lui diretto, il “Mami“. Qui il caffè costa 0,60 euro, il cappuccino 0,80 e l`acqua da mezzo litro 0,70.

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