11 Agosto 2019

Col rincaro Iva rischio stangata da oltre 1.000 euro a famiglia

L’ aumento dell’ Iva è lo spettro che agita le vacanze degli italiani. A lanciare l’ allarme è il Codacons che bolla come poco plausibile la possibilità di adottare, entro i necessari tempi tecnici, le misure per reperire i 23 miliardi di euro che servono a scongiurare il ritocco al rialzo non solo delle aliquote, ma anche delle accise sui carburanti. Le clausole di salvaguardia, sottolinea l’ associazione dei Consumatori, non prevedono solo il ritocco delle aliquote dal 22 al 25,2% (ordinaria) e dal 10 al 13% (ridotta) nel 2020, ma stabiliscono che l’ Iva debba aumentare anche nel 2021, raggiungendo quota 26,5%. Per entrambi gli anni, inoltre, tali clausole stabiliscono pure gli incrementi delle accise sui carburanti con un gettito stimato dalla Legge di bilancio pari a 400 milioni di euro all’ anno. Una vera e propria mazzata che, precisa il Codacons, «è stata sottostimata da alcune organizzazioni che hanno valutato l’ effetto dell’ Iva sulle tasche delle famiglie». Secondo l’ associazione il prezzo da pagare sarà salatissimo: «Se le aliquote Iva e le accise saranno ritoccate al rialzo, dunque, i prezzi al dettaglio di una moltitudine di beni di largo consumo subiranno un aumento che determinerà a regime, nel biennio 2020-2021 e a parità di consumi, una stangata complessiva pari a 1.200 euro a famiglia». La scoppola toccherà tutte le principali abitudini dei cittadini, spiega il presidente Codacons, Carlo Rienzi. «Costerà di più svegliarsi e fare colazione al bar o in casa, ma anche lavarsi il viso e i denti, prendere la macchina per andare a lavoro, mangiare un tramezzino al bar, andare dal parrucchiere o portare un abito intinto ria, pagare le bollette o trascorrere una Consumi Nel 2020 l’ Iva potrebbe salire al 25,2% serata al cinema o in pizzeria», argomenta. Un vero e proprio incubo, ancora di più se prospettato in un periodo dove la maggioranza degli italiani si sta godendo le meritate ferie. Interviene anche la Federalimentare. L’ aumento dell’ Iva sarebbe devastante per i consumi interni, dice il presidente Ivano Vacondio, che lancia un monito alla classe politica: «La situazione attuale genera già così un clima di instabilità che nuoce a tutto il Paese e il quadro potrebbe ulteriormente complicarsi se non si riuscissero a disinnescare le clausole di salvaguardia, cosa che porterebbe ad un aumento dell’ Iva. In questa condizione di generale confusione è necessario che qualcuno si assuma la responsabilità politica di questo paventato aumento e del conseguente calo dei consumi». È un grido d’ allarme quello lanciato da Vacondio, che continua: «Se l’ aumento dell’ Iva dovesse diventare realtà affosserebbe definitivamente i consumi interni del Paese (già in negativo) e sarebbe devastante per tutti, a cominciare dalle fasce più deboli». «Per quanto Federalimentare abbia sempre sottolineato l’ importanza strategica dell’ export come volano della propria industria, esso rappresenta solo il 25% del nostro fatturato. Va da sé conclude Vacondio – che non possiamo permetterci un’ ulteriore pesante stangata ai consumi alimentari interni che già hanno perso ben 10 punti percentuali negli ultimi 10 anni». La Confcommercio rinnova «l’ appello a tutte le forze politiche affinché si rafforzi la consapevolezza della comune responsabilità delle scelte necessarie per mettere in sicurezza le prospettive della nostra economia, a partire dal blocco degli aumenti Iva previsti a legislazione vigente. Bisogna far bene, bisogna far presto. Perché nessuno ci farà sconti, né i mercati, né le istituzioni.

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