29 Gennaio 2003

Col nuovo anno cala l?inflazione. Ma i consumatori non ci credono

Col nuovo anno cala l?inflazione. Ma i consumatori non ci credono

Cambia il paniere dei prodotti: le assicurazioni Rc auto pesano di più




Roma Prima battuta d?arresto dopo sette mesi per il carovita, ma i dati sull?inflazione di dicembre non convincono tutti: e subito riesplode la polemica contro l?Istat, accusata dalle associazioni dei consumatori e dai sindacati di diffondere cifre poco attendibili. E questo proprio nel giorno in cui l?Istituto di statistica presenta il nuovo paniere, con un diverso elenco dei prodotti utilizzati per calcolare l?andamento dei prezzi: scompaiono il walkman e il borotalco, entrano il lettore dvd e la pizza al taglio. E soprattutto, aumenta decisamente il peso dell?assicurazione per l?auto.
Le rilevazioni diffuse ieri dalle dodici città campione, le prime condotte sulla base del nuovo paniere, mostrano un aumento dei prezzi dello 0,3% che ha portato comunque il carovita a scendere dal 2,8% di novembre e dicembre al 2,7% di gennaio. E per il gioco dei successivi arrotondamenti il dato potrebbe addirittura scendere fino al 2,6%. Effetto di un forte calo dei prezzi dei farmaci, e di un contenimento di quelli degli alimentari e di alberghi e ristoranti. Ma il fronte dei prezzi resta ancora caldo, alimentato soprattutto dai rincari delle benzine e dei prodotti energetici.
Il lieve calo però non convince tutti: «Non prendeteci in giro», attacca il Movimento consumatori, «l?Istat diffonde notizie tendenziose». Per il presidente dell?Adusbef, Elio Lannutti, «è inspiegabile che le statistiche continuino a segnalare aumenti irrilevanti e molto lontani dalla realtà della gente». Il nuovo paniere, insomma, non ha risolto i problemi denunciati nei mesi scorsi, e secondo Lannutti «è solo fumo negli occhi». Secondo l?Adoc i dati diffusi dall?Istat «sono preoccupanti da qualsiasi punto di vista li si voglia leggere». Anche l?Intesa dei consumatori boccia il nuovo paniere, parlando di «elemosina» per quanto riguarda l?aumento del 34% della Rc Auto e promettendo «battaglia contro l?Istat per un?inflazione che sia reale e veritiera».
Critica anche l?Adiconsum, secondo cui le correzioni delle voci «non comportano alcun cambiamento di rilievo». L?associazione inoltre legge il dato sull?inflazione in senso negativo «perché legato al calo dei consumi». «Ci vogliono panieri diversificati», sollecita in generale la Coalizione dei consumatori, ricordando quanto è stato fatto in questo senso in Germania. Secondo l?Aduc, infine, il nuovo paniere ha subito variazioni minime, che «non hanno portato ad alcuna rivoluzione dei numeri». Un fuoco di fila di critiche, dunque, completato dalle dichiarazioni dell?Eurispes, l?istituto che nei giorni scorsi aveva diffuso i propri dati sul carovita: «Anche dai nostri dati risulta una diminuzione – afferma il responsabile del dipartimento economico Guido Corazziari – ma la differenza è che noi partiamo dall?8,5% e non dal 2,8%».
Una polemica a cui non si sottraggono neanche i sindacati: se il leader della Uil Luigi Angeletti dice che «bisognerà vedere se quando andiamo a fare la spesa i prezzi sono scesi anche per noi», Savino Pezzotta (segretario nazionale della Cisl) ribadisce che per il rinnovo dei contratti occorre considerare l?inflazione reale e sottolinea l?urgenza di «inserire nel calcolo il criterio del reddito familiare». Per Giorgio Cremaschi (segretario della Fiom), con la confusione che c?è sulla vicenda inflazione, «comincia a venire il dubbio che i 135 euro chiesti per il contratto dei metalmeccanici siano pochi».
In difesa dell?istituto si muove la politica. Il ministro delle Attività produttive Antonio Marzano assicura che «il nuovo sistema si avvicinerà sempre di più all?inflazione reale», aggiungendo però: «Non posso dire se si avvicinerà anche a quella percepita. Ricordiamoci comunque che non esiste un dato inflazionistico perfetto». Il presidente della Commissione Attività produttive della Camera, Bruno Tabacci, ha valutato positivamente l?intervento sul paniere, ricordando tuttavia «che si può avere la miglior approssimazione, non la perfezione». Dei dati dell?Istat ci si deve fidare, ha dichiarato Tommaso Padoa Schioppa, rappresentante italiano nel board della Bce, spiegando che «è salito di prezzo ciò che ruota attorno a noi, il barbiere, il bar, gli alimentari. Ma molti prezzi, ad esempio gli elettrodomestici, sono addirittura diminuiti». A prestare fede ai dati Istat sono anche Confcommercio e Confesercenti, che respingono al mittente le accuse rivolte ai commercianti di aver contribuito all?aumento dei prezzi: «Non è colpa nostra».

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