8 Giugno 2017

Col coltello al pronto soccorso

La notte di Capodanno una spedizione punitiva, in stile intimidazione mafiosa, si concludeva con un medico picchiato da un gruppo ben organizzato. La notte di martedì l’ ennesima aggressione a un medico del Pronto soccorso del Vittorio Emanuele poteva avere conseguenze ancora più gravi dell’ episodio precedente se in aiuto del sanitario minacciato con un coltello non fossero intervenuti tempestivamente una guardia giurata e un infermiere. Alla fine gli agenti della questura hanno arrestato un pregiudicato algerino, El Habib Jaraya, di 44 anni, che cercava di fuggire. L’ accusa è di minacce aggravate a pubblico ufficiale e lesioni gravi.L’ uomo si era presentato chiedendo che gli venisse dato un farmaco salvavita per una patologia cardiaca per la quale era stato operato. Il medico di turno, però, dopo aver somministrato una sola dose del farmaco diceva all’ algerino che avrebbe dovuto attendere la mattina seguente perché bisognava stilare il piano terapeutico che solo un cardiologo avrebbe potuto prescrivere. Quindi provvedeva a ricoverare lo straniero all’ Osservazione breve. L’ algerino andava in escandescenze, insistendo per ottenere il farmaco e al nuovo diniego estraeva dalla tasca un coltello con una lama di 12 centimetri cominciando a minacciare il medico, difeso da un infermiere e da una guardia giurata. L’ infermiere veniva subito minacciato dall’ extracomunitario che gli puntava la lama al collo, riportando alcune contusioni, mentre la guardia giurata nel parapiglia veniva colpito lievemente col coltello. A questo punto l’ algerino lasciava cadere per terra il coltello provando a fuggire, ma poco dopo veniva fermato dagli agenti di Ps. Ora è in carcere in attesa del processo per direttissima. Dagli accertamenti è emerso che l’ algerino era stato scarcerato a gennaio, condannato per favoreggiamento dell’ immigrazione clandestina, in quanto sorpreso a guidare un autocarro nei pressi del confine di Ventimiglia con all’ interno alcuni extracomunitari. Lo scopo era quello di entrare in Francia eludendo i controlli. L’ algerino inoltre risulta destinatario di un ordine di allontanamento dall’ Italia del questore di Palermo e di un provvedimento di espulsione della Prefettura di Palermo. L’ ennesima aggressione ha provocato la dura nota del Codacons che ha chiesto al ministro Lorenzin «l’ immediata chiusura dei Pronto soccorso della Sicilia che non posseggono i requisiti minimi di sicurezza». L’ Ugl, col segretario Giovanni Musumeci ha evidenziato «come ancora oggi il presidio sia rimasto vulnerabile. Già da tempo chiediamo un potenziamento della sorveglianza, che sia soprattutto armata, attraverso l’ impiego dell’ esercito. Un forte grido di allarme che è rimasto inascoltato. Non vorremmo, che si arrivi a piangere una perdita umana prima di correre ai ripari. Purtroppo l’ episodio mette in risalto anche la presenza di numerosi soggetti irregolari sul territorio, per cui auspichiamo un giro di vite per rendere effettivi i provvedimenti di espulsione». Anche il consigliere comunale Maurizio Mirenda si chiede come mai «un extracomunitario scarcerato pochi mesi fa, destinatario di un ordine di allontanamento dall’ Italia, era invece tranquillamente libero di passeggiare per Catania, accedere a un pronto soccorso e minacciare i medici con un coltello». Il primario del reparto Giuseppe Carpinteri ha immediatamente espresso solidarietà al medico e al personale, aggiungendo con voce sommessa: «Così è diventato impossibile lavorare…».Giuseppe Bonaccorsi.

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