2 Agosto 2019

Codici, colori e tempi certi così cambia il Pronto soccorso Ma i medici: «Manca personale»

le nuove regole. soddisfatta la ministra grillo scettici gli esperti. per il codacons «presa in giro»
Manuela CorreraRoma. Codici numerici, da 1 a 5, ai quali le Regioni potranno abbinare codici colore, e tempi “certi” con un’ attesa massima prevista di 8 ore. Cambiano le regole al Pronto soccorso, con tre obiettivi prioritari: evitare i ricoveri inappropriati, ridurre i tempi di attesa e aumentare la sicurezza delle dimissioni. Sono le principali novità contenute nelle “Linee di indirizzo nazionali sul triage intraospedaliero”, messe a punto al ministero della Salute, che hanno ottenuto ieri l’ ok della Conferenza Stato-Regioni. Nel nuovo sistema dunque, che dovrebbe entrare a regime entro 18 mesi, la selezione per gravità dei casi si baserà su 5 numeri e colori: 1 rosso, per l’ Emergenza, intervento immediato; 2 arancione, per Urgenza, entro 15 minuti; 3 azzurro, per Urgenza differibile, intervento entro 60 minuti; 4 verde, per Urgenza minore, intervento entro 120 minuti; 5 bianco, per Non urgenza, con intervento entro 240 minuti. Altra novità è la creazione di un’ area cosiddetta “see and treat”: qui infermieri in possesso di una «formazione specifica» applicheranno protocolli standard per curare le urgenze minori. Prevista pure un’ Area di osservazione breve e intensiva (Obi), per terapie a breve termine e la possibilità di approfondimenti diagnostici. In questo caso, l’ obiettivo è ridurre i ricoveri inappropriati e aumentare la sicurezza delle dimissioni. «Sono molto contenta perché abbiamo portato a casa una serie di provvedimenti importantissimi. Dalle classificazioni d’ urgenza nei pronto soccorso a elementi per ridurre il sovraffollamento, come tempi certi di visita. Abbiamo portato a casa anche la ripartizione del fondo dei 400 milioni per la riduzione dei tempi delle lista d’ attesa e la digitalizzazione delle prenotazioni», ha commentato la ministra della Salute, Giulia Grillo. Anche per Stefano Bonaccini, presidente della Conferenza delle Regioni, «si realizza una evoluzione basata su positive esperienze che si sono concretizzate in alcune Regioni». Ma il nuovo sistema è accolto con non poche perplessità da Francesco Rocco Pugliese, presidente della Società italiana di Medicina di emergenza urgenza (Simeu): «Non credo che ci sarà una riduzione dei tempi di attesa – afferma – perché il vero problema è che mancano 2.000 medici ed è il medico che deve visitare i pazienti. Con un numero così esiguo di medici è impossibile rispettare i tempi massimi di attesa». Altro problema centrale «è che nei reparti ospedalieri mancano i posti letto». Critico anche il Codacons, per cui «i nuovi codici sono una presa in giro. Le criticità non si risolvono ricorrendo a nuovi codici per il triage, ma aumentando medici e infermieri».

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