19 Agosto 2003

«Codice stradale, stangata da 4 miliardi»

«Codice stradale, stangata da 4 miliardi»

ROMA ? Costeranno cento euro all`anno ad ogni automobilista le nuove norme del codice della strada: fari accesi anche di giorno, multe praticamente raddoppiate, corsi di recupero. I conducenti dovranno farsi bene i conti in tasca prima di salire a bordo della propria auto. Secondo i calcoli dell`Intesa dei consumatori l`aggravio complessivo sarà infatti di ben quattro miliardi di euro, pari appunto a cento all`anno per ogni automobilista.
I primi ad essere messi sotto accusa sono i fari accesi di giorno. In Italia, afferma l`Intesa dei consumatori, hanno già dimostrato la loro inutilità. Tenerli accesi anche di giorno comporta un maggior consumo di carburante e quintuplica l`usura dei materiali. Il costo pro capite arriva così a 40 euro all`anno, con una spesa complessiva, se si considerano 40 milioni le auto in circolazione, di 1,6 miliardi di euro.
Il raddoppio degli importi delle contravvenzioni «ideato con la precisa finalità di fare cassa taglieggiando i cittadini ?sostiene l`Intesa consumatori ? specie per il divieto di sosta che in totale assenza di parcheggi comporta una multa di 68,25 euro (oltre cinque volte in più della Francia, dove la multa è di 12 euro), porterà a un maggiore esborso stimato in almeno 1,8 miliardi di euro».
Un`altra norma messa sotto accusa è quella che introduce i giubbotti catarifragenti. Per l`Intesa si tratta di un vero e proprio business. I giubbotti sono «inutili per il 95% degli automobilisti» e richiedono una spesa di 12,50 euro che graverà sui consumatori per almeno 500 milioni di euro.
Infine i corsi di recupero. Per i punti persi sulle patenti, calcolano ancora le associazioni dell`Intesa dei consumatori, non costeranno meno di 100 milioni di euro l`anno. «Il governo, che non ha adottato alcuna misura di prevenzione e di educazione alla legalità, specie nelle scuole, ? concludono Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori ? scarica con misure repressive sui già tartassati automobilisti un fiorente filone di business pari a 4 miliardi di euro l`anno». Tesi, questa, che ha suscitato l`immediata reazione dell`Unasca, l`associazione che riunisce le scuole guida: sui corsi di recupero, afferma, non c`è alcun business «e, tantomeno, non c`è alcuna indicazione su quanto questi corsi dovranno costare. L`associazione precisa inoltre di aver programmato per settembre, su tutto il territorio nazionale, «diverse giornate di formazione per le autoscuole, comprendenti pure la disciplina sul conseguimento del certificato d`idoneità alla guida dei ciclomotori, aperte anche ai non iscritti». «Il Parlamento, il governo e il ministro Lunardi ? sottolinea ancora l`Unasca ? hanno attivato la patente a punti con l`obiettivo della sicurezza stradale e della riduzione dell`incidentalità e del 50% delle vittime entro il 2010».

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