25 Settembre 2020

Codice della Strada, le novità introdotte dal Decreto Semplificazioni porteranno una tempesta di multe

 

Esaminato dalla Camera il ddl per il nuovo Codice della Strada ritorna alla Commissione Trasporti da cui era arrivato, fa sapere il relatore Diego De Lorenzis (M5S), in quello che il presidente dell’Associazione Sostenitori Amici Polizia Stradale (ASAPS) Giordano Biserni definisce “un tira e molla” che dura un anno e mezzo. “Le modifiche al codice introdotte dalla maggioranza nel decreto semplificazioni porteranno una tempesta di multe, a cui vorrebbero aggiungere l’aumento delle accise sul gasolio. Sono esattamente le ragioni che hanno scatenato la rivolta dei Gilets Jaunes. Fermatevi”, ha scritto su Twitter Simone Baldelli, deputato di FI. Il solito allarmismo o c’è del vero in questa denuncia?

Per il Codacons, Baldelli potrebbe avere ragione. Ed è infatti scontro sulla riforma del Codice della strada, con il Codacons pronto a dichiarare una guerra legale se saranno approvate alcune novità che rischiano di rendere molto più difficile la vita degli automobilisti. Perché messa così, in effetti, sembra che il Governo stia disperatamente cercando di dragare risorse nelle casse dello Stato. Sul banco degli imputati – afferma il Codacons – il provvedimento che prevede la possibilità per i Comuni di limitare a 3 secondi la durata del giallo ai semafori, e l’assenza di qualsiasi misura per incrementare la sicurezza sul fronte dei monopattini elettrici.

“Limitare a 3 secondi la durata del giallo è una aberrazione che da un lato aumenterà il numero di multe nei confronti degli automobilisti a tutto vantaggio dei comuni, dall’altro incrementerà il rischio di incidenti agli incroci – spiega il presidente Carlo Rienzi – Un tempo così limitato per il giallo impedisce infatti agli utenti di frenare in sicurezza, e avrà effetti negativi sulla sicurezza stradale portando ad una impennata degli incidenti in prossimità degli incroci”.

“Per tale motivo, se dovesse passare questa modifica al Codice della strada, siamo pronti ad una raffica di denunce penali per il reato di attentato alla sicurezza dei trasporti, considerato che la misura va nella direzione di diminuire la sicurezza stradale nelle città” – dice Rienzi. Grave poi che la riforma non faccia riferimento ai monopattini elettrici, mentre in Italia aumentano incidenti anche gravi e si registrano abusi e illegalità nell’utilizzo di tale mezzo: basti pensare che solo a Milano si sono registrati oltre 150 incidenti solo negli ultimi 3 mesi “.

Il promotore della Legge, Diego de Lorenzis, ingegnere e deputato del M5S, nella sua proposto ha tenuto conto di dati drammatici. Nel 2018 sono stati 172.344 gli incidenti stradali con lesioni a persone in Italia, in calo rispetto al 2017 (-1,5%), con 3.325 vittime (morti entro 30 giorni dall’evento) e 242.621 feriti (-1,7%). Il numero dei morti torna a diminuire rispetto al 2017 (-53 unità, pari a -1,6%) dopo l’aumento registrato lo scorso anno. Tra le vittime ci sono più pedoni (609, +1,5%), ciclomotoristi (108, +17,4%) e occupanti di autocarri (188, +15,3%). In diminuzione, motociclisti (685, -6,8%), ciclisti (219, -13,8%) e automobilisti (1.420, -3,0%).

“Ci sono diverse norme che, finalmente, ci consentono di metterci al paro con gli altri Paesi europei. Sempre in tema di sicurezza stradale, ad esempio, assume una grande importanza l’introduzione nel codice delle zone scolastiche, con obbligo per i Comuni di istituire limitazioni del traffico nelle strade di fronte agli edifici scolastici, negli orari di entrata e uscita da scuola. Abbiamo poi previsto sanzioni molto pesanti, che arrivano alla sospensione della patente fino a 3 mesi, per chi usa lo smartphone o altri dispositivi elettronici alla guida per funzionalità diverse dalle chiamate in vivavoce o con auricolari. Molto diffuso infatti è l’utilizzo del cellulare per chattare, scattare o postare foto sui social network, e già tra le maggiori cause di incidentalità”.

Inoltre, ha spiegato ancora il deputato, “abbiamo previsto misure per garantire la massima trasparenza sui proventi delle multe e, in termini di semplificazione burocratica, procedure più snelle per gli utenti e per le forze dell’ordine in caso di controllo della documentazione di guida, che potrà avvenire per via telematica. Come anche la verifica dei punti della patente o il ricorso al prefetto. Tra le misure inserite, anche quella che vieta il servizio di piazza alle carrozze trainate da cavalli, con la possibilità di riconvertire le licenze in altri titoli autorizzativi. Si tutela così, al contempo, la sicurezza stradale, la salute degli animali e l’occupazione”.

Le novità promosse dal Decreto Semplificazioni non trovano d’accordo il presidente dell’ACI Angelo Sticchi Damiani che, in una nota, ha espresso tutte le criticità presenti nelle modifiche.
“- No alla durata fissa del giallo su tutti i semafori
– No autovelox in città se non in punti critici e pericolosi
– No a bici contromano nè su corsie riservat a TPL
– No a “deregulation” per mobilità ciclabile
– No autorizzazione a operatori ecologici a fare multe e richiedere rimozioni
– No a norme diverse da comune a comune: evitare confusione

“ACI è sempre soddisfatta quando il Legislatore si occupa di sicurezza stradale – la nostra battaglia quotidiana – soprattutto, se interviene per semplificare il Codice della Strada, trasformandolo in un Codice dei Comportamenti, che indichi come ci si deve comportare quando ci si muove su una strada. In questa occasione, però, purtroppo così non è. Anzi: ci si muove nella direzione opposta”, è quanto ha dichiarato il Presidente dell’Automobile Club d’Italia, Angelo Sticchi Damiani, commentando la nuova proposta di riforma del Codice. “Riteniamo, ad esempio un errore – ha proseguito Sticchi Damiani – scrivere nel CdS che la durata del giallo debba essere almeno di 3 secondi, perché può creare malintesi e far tarare tutti i gialli semaforici sui 3 secondi, come se fossero tutti uguali. L’individuazione della giusta durata del giallo deriva, invece, da un calcolo complesso e unico per ogni incrocio”. La battaglia è solo all’inizio.

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