11 Maggio 2018

Code e ritardi nelle farmacie degli ospedali «Lasciateci acquistare le medicine ovunque»

LA PROTESTA VENEZIA L’ ultima protesta era avvenuta a San Donà di Piave la settimana scorsa: code di oltre due ore allo sportello, pazienti furiosi, un anziano colto da leggero malore. «Una pura casualità», aveva spiegato l’ Ulss 4 Veneto Orientale, motivando i disagi registrati alla farmacia ospedaliera con la festività del 1° maggio e la riorganizzazione in corso. Ma la distribuzione dei medicinali ai malati cronici e gravi a giorni alterni e con orari limitati, spesso in locali angusti e con scarsità di personale, è una criticità rilevata anche in altre aziende sanitarie: per questo Cittadinanzattiva-Tribunale del malato chiede al governatore Luca Zaia e all’ assessore regionale Luca Coletto di potenziare il servizio di consegna attraverso i farmacisti sul territorio. LA LETTERA Scrive nella lettera il segretario veneto Giuseppe Cicciù: «Se da un lato la nostra regione promuove con fatica un grande salto di qualità introducendo la ricetta dematerializzata e liberando i cittadini dal vincolo di recarsi presso l’ ambulatorio del proprio medico, dall’ altro, paradossalmente, si costringono i pazienti più compromessi sul piano clinico (oncologici, asmatici…) a recarsi fisicamente presso la farmacia ospedaliera. Questa organizzazione è sconveniente e assurda! Esiste già la distribuzione in ordine e per conto delle aziende sanitarie, perché non è applicata su tutti i farmaci?». Il riferimento è a quei medicinali, inclusi dall’ Agenzia italiana del farmaco nel Prontuario ospedale-territorio, che possono essere erogati secondo due modelli: distribuzione diretta da parte delle farmacie ospedaliere; distribuzione per conto attraverso le farmacie territoriali. Questa seconda modalità evidentemente implica il pagamento del servizio da parte delle aziende sanitarie ai farmacisti esterni, per cui mediamente secondo i dati regionali solo il 10% dei medicinali in questione viene consegnato attraverso questa formula. Il risultato è che i servizi ospedalieri si intasano e, secondo quanto afferma Cittadinanzattiva-Tribunale del malato, «il personale per accontentare il paziente elargisce grandi quantità di farmaci che poi non vengono utilizzati, scadono e vengono buttati via». LA RICHIESTA E LA RISPOSTA A sostegno di questa richiesta interviene anche Franco Conte, presidente di Codacons Veneto: «Dover aspettare ore in coda per ricevere un farmaco salvavita è una situazione da terzo mondo, soprattutto se a doverlo fare sono persone seriamente malate a cui spetterebbero di diritto tutte le facilitazioni possibili in tema sanitario». Aggiunge Alberto Fontanesi, numero uno di Federfarma Veneto, pur premettendo di avere «un ottimo rapporto» con Palazzo Balbi: «Comprendiamo la presa di posizione e le critiche della associazioni. Credo non vi sia e non vi debba essere alcun intento polemico, ma la volontà di mettere il malato al centro. E Federfarma Veneto è a disposizione della Regione con la rete capillare di farmacie sul territorio e con la professionalità dei farmacisti per risolvere disservizi e criticità». Risponde l’ assessore Coletto: «Non è certo nelle nostre intenzioni depotenziare questo sistema. Anzi, se ci sono le condizioni per migliorarlo sarò ben felice di discuterne con chi può e vuole suggerire delle soluzioni sostenibili». A.Pe. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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