10 Gennaio 2003

Code alle Poste, intervengono i CC

Code alle Poste, intervengono i CC

Il Codacons torna a chiedere l`apertura nelle ore pomeridiane




CEGLIE MESSAPICA Sono dovuti intervenire in ben due occasioni i carabinieri, chiamati dai cittadini, le uniche vittime di un servizio postale che l`Adiconsum, l`associazione in difesa dei consumatori, ha bocciato sonoramente per quel che concerne l`avvento dell`Euro.
Per Ceglie, come del resto per moltissime altre realtà, è stato l`accentuarsi di un disservizio che la gente vive sulla sua pelle: personale carente e chiusura pomeridiane del servizio sono lamentele verso le quali ormai nessuno ci fa più caso. Ed in questi giorni lo spettacolo è stato a dir poco indecente con gli sportelli presi d`assalto, con le code che si sono prolungate anche al di fuori dei locali. Ed assieme ai cittadini, gli unici a farne le spese, gli incolpevoli impiegati il cui stress, fisico e mentale (il dover stare attenti nel non sbagliare a dare il resto in euro, ad esempio) era piuttosto evidente. «Ma possibile che ai vertici nessuno si sia posto il problema di cosa sarebbe accaduto con l`entrata in vigore della nuova moneta?». Oppure che «se di problemi ce n`erano in tempi normali, anche un bambino si sarebbe accorto che la cosa sarebbe stata accentuata», tra i commenti più ascoltati, mentre si era incolonnati ad attendere il proprio turno che non giunge prima di un`ora, un`ora e mezzo. E perché il ricorso alle forze dell`ordine? È accaduto che giunte le 13,30 gli impiegati abbiano alzato le mani tra il comprensibile disappunto della gente. Vero è che chi si trova all`interno dei locali va servito. Ma la situazione non era delle normali e siccome le file si prolungavano anche fuori, nessuno se l`e sentita, probabilmente, di chiudere le porte in faccia a chi era fuori, «colpevole» di non aver trovato posto all`interno. Senza contare la comprensibile stanchezza dovuta allo stress, una vera tortura ha commentato qualche dipendente, di chi per quasi cinque ore continuative aveva avuto a che fare con centinaia di persone e, soprattutto con i problemi rivenienti da chi pagava in lire e riceveva il resto in euro. Ed è stato lo stress, probabilmente, a far ammalare direttore e due impiegati, assottigliando ulteriormente lo scarso personale.
Della questione è stato investito anche il locale Codacons locale ed il suo rappresentante, Gaetano Suma, il quale spiega poi come è stato anche difficile poter parlare persino con la direzione. «Ho composto più volte i numeri, anche quello verde, – afferma Suma – ma il telefono squillava senza avere risposta; ed allora ho chiamato direttamente il ministero ed un funzionario mi ha dato il numero diretto del direttore provinciale al quale ho fatto presente la pesante situazione, circostanza della quale era ha conoscenza». Di assicurazioni nessuna, se non che «si sta trovando il modo di aprire al pomeriggio, tra qualche settimana».
Ma il problema è di questi giorni, accentuato oltre che dall`euro dalle normali scadenze: dal pagamento delle pensioni e, come è anche accaduto, dal ritiro di moltissime delle circa novemila raccomandate inviate dal comune ad altrettanti cittadini per questioni di Ici.
«La questione, allora, sta – come sostiene il codacons – nella mancata organizzazione in vista dell`euro, che problemi ne avrebbe creato, prevedendo magari delle assunzioni temporanee e l`apertura pomeridiana del servizio».
Cosa logica se, probabilmente, non ci fosse di mezzo quella «maledetta» regola del contenimento dei costi dei servizi.
Anche se a farne le spese sono gli utenti che, in ogni modo, il servizio lo pagano. Ma il Codacons, a quanto pare, non si fermerà qui.
«Se ci saranno gli estremi – afferma il suo responsabile comunale – chiederemo alle poste il risarcimento della tassa che i cittadini si vedranno addebitare per il ritardato pagamento della bolletta».
Ritardo dovuto proprio alle impossibilità di pagare il bollettino per le evidenti code agli sportelli, con la gente che non poteva perdere ore di lavoro, più del lecito.
«Non potendo tenere chiuso il mio negozio per due, tre ore – afferma un commerciante di via San Rocco – ho deciso di pagare la luce già scaduta, non appena agli sportelli cesseranno le code e, purtroppo, dovrò vedermi addebitare anche la multa per il ritardo».

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